SLAI Cobas SEA Malpensa: NO al verbale d'accordo dell' 8 marzo 2008

Anche con questo verbale non si sono fornite specifiche sui lavoratori che saranno colpiti dalla cgis

Anche con questo verbale non si sono fornite specifiche sui lavoratori che saranno colpiti dalla cgis, sono stati dati solo alcuni riferimenti a qualche figura professionale ma senza entrare nel merito di come l'azienda intenda valutare quali e quante figure professionali usufruiranno della cigs. Soprattutto alla luce della nuova variabile inserita in questo accordo: a tempo pieno/parziale, che potrebbe aumentare il numero di dipendenti colpiti dalla cigs e diminuire le loro buste paga.

 

La“volontarietà” della cigs non è assolutamente condivisibile, poiché  non è assolutamente “solidaristica” dato che toccherebbe in maniera pesante le buste paga dei lavoratori che “volontariamente” aderissero alla cigs.  Viene anche da chiedersi: quali figure verrebbero accettate dall'azienda in questo percorso? Sicuramente quelle di cui può fare a meno per ovvi motivi e che forse domani potrebbero entrare in un discorso di riqualificazione professionale con un reintegro per lo svolgimento di altre mansioni. E poi sarebbe veramente “volontaria” o ci saranno pesanti pressioni per far aderire “volontariamente” proprio quei lavoratori di cui l’azienda si vuole disfare? Inoltre  l’adesione volontaria alla cigs non è prevista dalla normativa, perchè verrebbero meno i motivi “oggettivi” con cui l’azienda l’avrebbe richiesta.

 

L'aggiunta della possibilità di una mobilità interna, (guarda caso dopo la sceneggiata a cui si è assistito durante la riunione, in cui il rappresentante della cgil Brioschi ha attaccato la proposta di usare gli amm.soc anche per gli operai di Linate, poichè a detta dello stesso Brioschi lo scalo in questione è sotto organico e a breve sarebbe stato incrementato di nuovi voli) fa pensare forse che, a una disponibilità da parte di alcuni sindacalisti di mettere in mobilità (licenziamento) dipendenti a cui mancano pochi anni alla pensione e che sono localizzati soprattutto a Linate, vi  fosse la volontà di non inserire nella cigs solamente  gli altri lavoratori dello stesso scalo, abbandonando alla ristrutturazione  chi lavora a Malpensa. La precisazione da parte dell'azienda sull'impossibilità di attuare un processo del genere ha spinto la delegazione della Cgil ad abbandonare per più di tre ore la trattativa, ma poi ha firmato l’accordo.

 

 L'anticipazione da parte dell’azienda di un importo perchè l’indennità di cigs possa arrivare all’80% del salario è  previsto comunque dalla legge  Questa anticipazione sarà solo un prestito da restituire al momento in cui l’integrazione verrà erogata dal Fondo. Ma la cosa che pone qualche dubbio è che, nonostante nell'ultima riunione del 27 febbraio sia stato esplicitamente chiesto alla Sea se il fondo disponesse dei soldi per coprire il disavanzo della busta paga fino all'80% della stessa,  e l'azienda abbia dato solo un’assicurazione verbale, senza alcun dato ufficiale.

 

I percorsi formativi   per la riqualificazione  serviranno a rivedere figure e probabilmente anche mansioni che potrebbero scomparire definitivamente durante e/o dopo la cigs e che porterebbe i lavoratori a fronte di un possibile esubero o cancellazione della loro figura all'accettazione di altre mansioni o ruoli con differenze contrattuali rispetto alla mansione precedente.

 

I dati forniti dall'azienda, estremamente generici, non adempiono a ciò che è previsto dalla legge e l'intenzione di comunicarli e discuterli in una seconda fase di consultazione, che prevede commissioni miste alle quali parteciperanno solo coloro che hanno firmato, è unicamente uno strumento per dare agibilità esclusivamente ai sindacati che firmano quello che l'azienda ha chiesto.

 

Il blocco del “turn over” significa non assumere nessuno per i prossimi due anni, eppure (a parte una generica volontà aziendale di mantenere i tempi determinati in questo percorso) nonostante nell'ultima riunione nessuno abbia toccato il discorso sul futuro degli stagionali e interinali presenti in Sea (la cui assunzione a tempo indeterminato è secondo noi condizione essenziale da porre prima di qualsiasi firma), qualcuno ha già fatto degli accordi.

Infatti in un articolo del giornale.it datato 9 marzo ore 7,00 un rappresentante della cgil citava: “Nonostante le riduzioni del personale assunto a tempo indeterminato, Sea rinnoverà i contratti dei lavoratori stagionali, a tempo determinato: dagli operai per il carico e lo scarico delle merci agli addetti ai bagagli e al check in”. Il giornalista domanda: Una contraddizione?   “Nient’affatto, a consentirlo è il decreto Milleproroghe. «Sono figure diverse rispetto a quelle degli assunti» , puntualizzano i sindacati.

Quindi per gli stagionali alcuni sindacati si sono già accordati con l'azienda, probabilmente in una ristretta e hanno concordato l'ennesimo rinnovo del contratto degli stagionali, vorremmo comunque sapere in cosa sono figure diverse, visto che molti di loro lavorano in Sea da oltre sei anni svolgendo le stesse mansioni dei dipendenti a tempo indeterminato.

 

Per ciò che concerne la mobiltà ribadiamo quanto detto in precedenza e cioè che non può essere utilizzata nei termini previsti dall' A.V del 27 febbraio 2008 e non riteniamo accettabile che la fuoriuscita di centinaia di lavoratori con  la mobilità non possa influire sul numero di lavoratori colpiti dalla cgis.

 

Nel merito e nel metodo abbiamo fatto presente le nostre perplessità e il diritto dei lavoratori di avere informazioni dettagliate e precise tramite l’informativa alle RSU, come previsto dalla legge sulla messa in opera della cgis.

La prosecuzione del percorso voluto dall'azienda senza una risposta alle nostre  richieste ci conferma che ci siano passaggi non in linea con quanto previsto dalle norme procedurali.

 

Valuteremo con i lavoratori tutte le azioni necessarie per contrastare un processo mirato ad utilizzare la situazione contingente per creare una sorta di 8.8.97, colpendo solo i lavoratori nei loro diritti e salari e nella sicurezza del mantenimento delle conquiste contrattuali.

 

Ai lavoratori diciamo che non abbiamo alcuna fiducia in una proprietà che mentre dice di voler salvaguardare i posti di lavoro è in realtà interessata solo alla distribuzione degli enormi dividendi incassati negli anni dal gruppo Sea. Una proprietà che, mentre parla di  un progetto di continuità aziendale  ha in mente solo il taglio del costo del lavoro.

La difesa occupazionale a Malpensa e a Linate passa necessariamente attraverso il rifiuto di quest’accordo. Accettarlo, sottoscriverlo, anche con le solite noticine con cui si vorrebbe spiegare che lo si sigla per “controlloralo”, “modificarlo”, significa unicamente appoggiare la ristrutturazione che ha l’unifico fine di tagliare il costo del lavoro, riducendo il personale, modificando gli inquadramenti, sostituendo i lavoratori con gli attuali contratti con lavoratori decontrattualizzati, a tempo determinato e interinali.

 

I lavoratori di Malpensa e Linate devono respingere l’accordo o pagheranno cara questa ristrutturazione, senza alcuna garanzia reale di conservazione delle attuali condizioni contrattuali e addirittura di rientro dopo il periodo di cigs.

 

Slai Cobas  Sea  linate - malpensa             

10 marzo 2008

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