Comunicato stampa Slai Cobas: I lavoratori asiatici di Biandrate si sono ribellati

COMUNICATO STAMPA. 200 IMMIGRATI dei magazzini ESSELUNGA: I lavoratori asiatici di Biandrate si sono ribellati e lottano con lo Slai Cobas. Novara, 4 settembre 2011. I 200 immigrati delle cooperative dei magazzini Esselunga di Biandrate (NO) si sono ribellati. Giovedì scorso hanno bloccato i magazzini per alcune ore contro le trattenute in busta paga di alcune centinaia di euro operate dalle cooperative.
Con la dichiarazione dei redditi (730) fatta con la UIL i lavoratori avevano chiesto gli arretrati 2008 e 2009 per i premi di produttività, gli straordinari, i turni e il lavoro notturno, ma in busta paga si sono ritrovati a dover pagare anzichè riscuotere. Con la lotta i lavoratori hanno costretto le cooperative di Biandrate a restituire subito il maltolto, dando a ciascuno un assegno di 600 euro. Ora i lavoratori hanno deciso di presentare una piattaforma sulle condizioni di lavoro, il salario, gli orari e i diritti. Quasi tutti i lavoratori sono asiatici (in maggioranza) e africani.

La natura delle cooperative sociali, non affatto mutualistica, viene messa sempre più alla luce da azioni di lotta sindacali nate dal basso e organizzate dai COBAS. E’ il caso di un nuovo conflitto organizzato  dallo Slai Cobas  e dai   lavoratori in maggioranza asiatici, pakhistani e indiani, africani e  arabi, del consorzio SAFRA di Biandrate. In provincia di Novara un grosso deposito Esselunga viene gestito da una serie di cooperative sociali che dovrebbero applicare il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni. Lo Slai Cobas, con i Cobas delle cooperative di Origgio (VA), Turate (CO), Limito (MI), Calcinate (BG), ha proposto ai lavoratori una piattaforma rivendicativa con la richiesta di aumenti di stipendio uguali per tutti, la mensa e altri istituti contrattuali, alcuni dei quali, pur previsti dal contratto, sono disattesi dalle cooperative; questione non secondaria è la dignità della propria esistenza con la conquista dei diritti sul posto di lavoro. A Biandrate la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le trattenuta fiscali operate dalle cooperative: i lavoratori invece di prendere dallo Stato sono stati costretti a dare !! In questo caso però le iniziative di lotta hanno convinto il consorzio SAFRA a restituire i 600 euro ed a far sì che nei prossimi mesi ci sia il rimborso Irpef in busta e non, assurdamente, il contrario come è successo nei giorni scorsi. Ora i lavoratori, con l'appoggio dello Slai Cobas, hanno avanzato altre richieste: restituzione dell’IRPEF pregresso, in poche rate ed entro ottobre; Un clima di lavoro accettabile sospendendo da subito le provocazioni,  sanificando il  clima insalubre composto da  insulti e  minacce ai danni dei lavoratori; Richieste salariali e normative da sottoporre alla direzione con una piattaforma rivendicativa di 2° livello unificante per tutte le cooperative della logistica. Deve cessare il clima di intimidazione e di ricatto da parte del consorzio! Rinsaldiamo in un solo fronte di lotta gli immigrati di tutti le nazionalità i quali, insieme agli italiani, devono presentare il conto ai committenti Esselunga, Coop, Bennet e altri che mantengono basso il costo del lavoro per aumentare i loro profitti, creando divisione fra chi ha bisogno del reddito per sopravvivere e perpetrando questo clima di incertezza e repressione per migliaia e migliaia di lavoratori. A Biadrate i lavoratori hanno alzato la testa, lotteremo per rivendicare un salario adeguato al costo della vita e per difendere la dignità in tutti i luoghi di lavoro. Ma soprattutto per evitare che le divisioni e i premi che elargiscono le società ad alcuni costringano alla schiavitù salariale tutti gli altri lavoratori del deposito Esselunga.


Slai Cobas