IL MINISTRO BRUNETTA VUOLE CANCELLARE I PRECARI LA REGIONE SICILIA NON DA ALCUNA GARANZIA PER IL FUTURO DEI PRECARI SICILIANI NON RESTIAMO FERMI AD ASPETTARE: MOBILITIAMOCI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI



Il Ministro Brunetta ha intrapreso una vera e propria caccia al precario, cancellando qualsiasi ipotesi di stabilizzazione. Non si tratta di un allarmismo azzardato di ma realtà pura.

L’art. 49 della Legge 133/2008 di conversione al D.l.gs 112/2008 (c.d. Decreto Brunetta) prevede, infatti,  che i contratti di lavoro a tempo determinato non possono aver durata superiore a tre anni nell’ultimo quinquennio, e non possono essere rinnovati. (Noi siamo comunque convinti della non applicazione dello stesso in Sicilia)

Questa norma se applicata in Sicilia,  ai precari contrattualizzati  (ex Asu), produrrebbe conseguenze disastrose, impedendo la possibilità di rinnovare i contratti, a 24 ore settimanali, stipulati in applicazione della legge n° 16 del 2006 (e l.r. 85/95).  Tutto ciò spedirebbe a casa i precari, cancellando per sempre l’aspettativa di un lavoro stabile per una platea di precari storici composta da oltre 20 mila lavoratori ormai over 40.

Una domanda è d’obbligo. Questa norma si applica o no ai precari contrattualizzati (ex Asu) della Regione Sicilia?  Nessuno fino ad ora ha voluto dare una risposta ufficiale ed allo stesso tempo delineare dare un segnale chiaro su come si intende procedere.

Questa situazione di assoluta incertezza è preoccupante anche alla luce dell’atteggiamento del Governo Regionale che chiuso in un silenzio tombale, sottovaluta il problema e lo sottace come se esso non esistesse.

Tutto ciò è inaccettabile e dobbiamo reagire prima che accada  il peggio e alla luce di ciò in un’assemblea regionale che si è svolta il 22 ottobre a Piazza Armerina  sono state fissate le seguenti priorità:


DICHIARARE LO STATO DI AGITAZIONE DELLA CATEGORIA;

RICHIEDERE UN INCONTRO IMMEDIATO CON IL PRESIDENTE DELLA  REGIONE SICILIANA ON. RAFFALE LOMBARDO E CON L’ASSESSORE REGIONALE AL LAVORO INCARDONA;

COINVOLGERE I PREFETTI SICILIANI;

INFORMARE DEL PROBLEMA L’ANCI E L’URPS COINVOLGENDO I SINDACI E I PRESIDENTI DELLE PROVINCE A MOBILITARSI AL FIANCO DEI LAVORATORI

 

In mancanza di risposta in tempi brevi occorrerà alzare il livello di mobilitazione organizzando scioperi e manifestazioni eclatanti di piazza in tutta la Sicilia.

 

Nel corso dello stesso incontro si è anche parlato della necessità di dare completa attuazione alla Legge n° 16 del 2006 nei  punti che sono rimasti inattuali:

completamento stipula di contratti per la categoria di lavoratori provenienti dall’ex art. 23;

stipula di contratto  per la altre categorie di lavoratori Asu ex circolare 331/99 e lavoratori Lpu.

integrazione a 24 ore dei contratti ex art. 25 Legge del 2003.