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7 visitatori online| SLAI Cobas Regione Lombardia: «COLPIRNE UNO PER EDUCARNE 100!» |
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| Giovedì 18 Gennaio 2007 01:00 |
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PROGRESSIONI ORIZZONTALI 2006/2007: ESCLUSO “SOLO” UN DIPENDENTE SU 100: «COLPIRNE UNO PER EDUCARNE 100!» SLAI Cobas Regione Lombardia
Dopo poco più di un mese di trattativa, giovedì 11 gennaio è stato firmato da parte di tutte le sigle sindacali, eccetto le organizzazioni di base (SLAI Cobas e Sincobas) l’accordo concertativo con l’amministrazione sulle progressioni orizzontali per le categorie A-D4.
Passate le feste, ciò che prima era considerato inaccettabile da tutta la delegazione sindacale, ora, con qualche ritocco ininfluente (quanti, con punteggio inferiore a 18, possono recuperare con la media dei tre anni?) diventa un successo: miracoli della cosmetica! Nei comunicati qualcuno parla di «conclusione positiva» e «beneficio economico per tutti», giunto «dopo un aspro confronto», nel quale sarebbe stato in «prima linea», anche se all’interno dell’esecutivo RSU era pronto a firmare anche l’esclusione delle lavoratrici/lavoratori colpiti da rimprovero scritto. Qualcun altro, che riteneva illegittimo considerare “concertazione” la trattativa e opportuno proseguirla per ottenere il rispetto dei patti, ora si dichiara «convinto del buon risultato ottenuto». Altri ancora, con coda di paglia kilometrica, parlano di «conclusione positiva», perché si sarebbero evitati «danni peggiori», pur dichiarandosi ugualmente «contrari» ad una parte fondamentale dell’accordo che hanno appena firmato. C’è infine chi, in un comunicato dell”Esecutivo RSU” stilato nel corso di un raduno clandestino in assenza dei delegati cobas, in assenza di dati precisi quantifica alla seconda cifra decimale gli esclusi e festeggia per aver «evitato lo stravolgimento dell’accordo sottoscritto il 30 ottobre». Già nei giorni scorsi i “soliti noti” (in questo caso iscritti CISL) avevano diffuso false notizie secondo le quali il comportamento dei delegati cobas in trattativa aveva impedito il pagamento degli arretrati delle progressioni nel mese di gennaio, che invece era stato escluso dall’amministrazione già a dicembre. Ora ci danno degli «ostruzionisti», sposando in pieno lo scandaloso comunicato natalizio proveniente dal vertice della Fiera. In realtà, chi fosse ancora dotato di un minimo di onestà intellettuale dovrebbe riconoscere che: 1) questo accordo viola lettera e spirito dell’accordo del 30 ottobre, che prevedeva la progressione per tutti, nessuno escluso; 2) in realtà, visto il numero esiguo degli esclusi anche nella proposta iniziale dell’amministrazione, la accertata disponibilità finanziaria e l’inconsistenza dei timori di illegittimità per “distribuzione a pioggia”, uno dei veri obiettivi è il condizionamento dell’imminente trattativa per la progressione dei D5, dove ci aspettiamo una proposta padronale estremamente selettiva, più difficile da respingere quando si è già accettato che “tutti=quasi tutti”. Saremo «profeti di sventura» o «gufi», come dice qualcuno, ma vedremo se la controparte accetterà la lettura “bergamasca” dell’aggettivo «significativo», riferito al numero dei D5 che slitteranno (= «tutti» secondo quando promesso dalla CISL in un’assemblea). Il vero senso di questo accordo è però politico: dividere i lavoratori, restringere i loro diritti e aumentare il controllo sul loro lavoro e la loro vita. In questo senso deve essere letto insieme con le iniziative unilaterali dell’amministrazione sul precariato (con la “scomparsa” delle lavoratrici e lavoratori interessati), le ferie e il diritto alla prevenzione e cura delle malattie (l’illegale circolare sul codice 30) e il ricorso ai provvedimenti disciplinari per chi non si piega. La metodologia per le progressioni è un segnale: Colpirne uno per educarne 100! Si illude chi afferma che basti scrivere che il metodo vale solo per questa volta, perché l’uso distorto delle sanzioni disciplinari non costituisca nei fatti un precedente, basti considerare che queste sono le seconde progressioni orizzontali effettuate con metodologie “provvisorie”, in deroga alle normative nazionali (già poco garantiste). Noi riteniamo che mai come in questa situazione di attacco ai pubblici dipendenti da parte di padroni, governo e grandi mezzi di informazione solo difendendo i brutti, sporchi e cattivi si difendano i diritti di tutte/i, in primis quello ad un reddito decente. Le progressioni orizzontali in fondo a questo dovrebbero servire, seppure in modo improprio, a recuperare parte del potere di acquisto eroso dall’inflazione e non tutelato dai contratti nazionali e dalle politiche governative (vedi tariffe, ticket, pensioni, ecc.). I “confedautonomi” questi diritti non intendono difenderli per tutti, interni come sono alla logica “premiante”, che altro non è se non far pagare ai più deboli le inefficienze della pubblica amministrazione, lasciandoli in balìa dell’arbitrio dei dirigenti. Ci impegniamo a dare spazio a questa voce, indicendo nei prossimi giorni assemblee per sconfessare l’accordo e proporre una piattaforma di lotta sugli altri temi sul tappeto (oltre a quelli ricordati sopra, la legge 38, l’adeguamento del ticket, la legge 54, ecc.). I DELEGATI RSU SLAI COBAS |
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VIDEO MIRAFIORI: Marchionne in CANADA, PRESIDIO dello SLAI COBAS DAVANTI ALLA FIAT di TORINO

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