


Contro le strategie parallele della Fiat di Marchionne e del governo Monti per dare forza e ruolo all’opposizione operaia
Venerdì 20 aprile 2012
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19 visitatori online| Svolgimento del rapporto Lavoro autonomo in cooperativa |
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| Scritto da redazione |
| Sabato 21 Marzo 2009 18:13 |
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Sommario 1. Premessa 2. L'obbligo ante legge n. 142/2001 3. L'innovazione introdotta dalla legge n. 142/2001 4. Lavoro autonomo e amministratori 5. Rapporto di collaborazione coordinata e continuativa 6. Associazione in partecipazione 7. Artigiani 8. Agricoltori 9. Professionisti L'obbligo ante legge n. 142/2001 Preleva l'articolo in formato PDF La forma a progetto della collaborazione coordinata e continuativa è compatibile con la figura di socio lavoratore? Come ormai noto, il lavoro in cooperativa ha trovato compiuta regolamentazione ad opera della legge n. 142/2001, così come parzialmente riformata dalla legge n. 30/2003. Tale disposizione ha, infatti, delineato i contorni della figura del socio lavoratore disciplinando tipologie e modalità dei rapporti di lavoro instaurabili tra questi e la cooperativa medesima, consentendo, in particolare ai fini che qui ci interessano, lo sviluppo del lavoro autonomo. Prima dell'emanazione dell'anzidetta disposizione, infatti, la fattispecie del lavoro autonomo svolto in cooperativa, pur essendo realizzabile, aveva avuto difficoltà ad affermarsi in ragione principalmente della legislazione previdenziale. La prestazione lavorativa del socio, come più volte ribadito dalla giurisprudenza, doveva infatti essere configurata quale adempimento di un contratto di società, trovando la sua fonte nell'adesione al vincolo societario. In base a questa ricostruzione, il rapporto di lavoro del socio con la cooperativa, pur in presenza degli indici tipici della subordinazione (orario vincolo, retribuzione fissa, assoggettamento al potere direttivo e disciplinare) non configurava dunque un rapporto di lavoro subordinato, bensì associativo, e analogamente per la fattispecie del lavoro autonomo. |
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