Pubblico Impiego: La propaganda giocata sulla pelle dei precari della P.A.

La propaganda giocata sulla pelle dei precari della P.A.

a cura della Confederazione Cobas Pubblico Impiego

Il maxiemendamento alla finanziaria ha introdotto al comma 417 e seguenti un “Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici”, finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato di personale assunto con tipologie contrattuali atipiche.

In realtà tale comma, che dovrebbe costituire la risposta del governo alla legittima richiesta di assunzione di oltre 350.000 lavoratori pubblici, costituisce una norma a dir poco impalpabile: il fondo per la stabilizzazione, infatti, sarà da subito finanziato con 5 milioni di euro, ma verrà in seguito alimentato da presunti risparmi sugli interessi, conseguenti, alla riduzione del debito pubblico.

Somme, dunque, indefinibili e incerte, (eppure i dipendenti pubblici non possono essere retribuiti una tantum!) che senz’altro non porteranno alla soluzione del problema del precariato nella P.A.

Insomma nessuna assunzione a pioggia, come ha tenuto subito a precisare il Ministro della Funzione Pubblica Nicolais,  ma la solita propaganda giocata sulla pelle dei precari!

Servivano stanziamenti e risorse economiche, arrivano invece pochi soldi e tanti vincoli: la finanziaria, infatti, parla espressamente di selezione per posti disponibili, a dimostrazione che non vi sarà nessun percorso serio e generale di stabilizzazione dei precari.

L’unica novità (sic!) è costituita dalla previsione, per i lavoratori assunti con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, di una riserva del 60% dei posti nell’ambito delle amministrazioni che bandiranno, se mai verranno banditi, concorsi per l’assunzione a tempo determinato: in sintesi si passa da una forma di precariato, le co.co.co. , ad un’altra forma di precariato, il lavoro a tempo determinato, senza alcuna prospettiva di trasformazione in contratto a tempo indeterminato.

Allo stato attuale l’unica certezza è che le risorse stanziate dal governo porteranno all’assunzione di non più di 8.000 precari (di cui 5.000 assunzioni erano previste già nella scorsa finanziaria).

A ciò si aggiunga che le stabilizzazioni riguarderanno soltanto i lavoratori a tempo determinato da almeno tre anni e purchè assunti mediante procedure selettive di natura concorsuale, e i CFL nell’ambito delle dotazioni organiche: rimangono fuori tutte le altre tipologie contrattuali precarie (i co.co.co, gli interinali, gli LSU, senza contare l’esercito degli esternalizzati).

Negli enti locali, poi, è prevista in finanziaria una ulteriore riduzione della spesa per il personale rispetto a quella sostenuta nel 2004.

Insomma dei circa 350.000 precari della Pubblica Amministrazione solo una minima parte vedrà stabilizzata la sua posizione lavorativa.

Se il Governo, intende realmente combattere il malfunzionamento della P.A., invece di insistere nella vergognosa campagna denigratoria contro i dipendenti statali, cominci a stabilizzare tutti i precari pubblici, considerato che questi lavoratori svolgono funzioni ordinarie e sistematiche all’interno degli enti!

Ma il governo Prodi, in continuità con le politiche del predecessore Berlusconi, ed ignorando il chiaro messaggio della manifestazione contro la precarietà del 4 novembre, continua nel processo di smantellamento della P.A, attaccando i diritti e la dignità dei dipendenti pubblici  e riducendo i servizi che  vengono resi alla collettività.