Pomigliano. Lo Slai Cobas fa il pienone all’Assemblea Nazionale

 Pomigliano. Lo Slai Cobas fa il pienone all’Assemblea Nazionale

 

A cent’anni dalla rivoluzione d’ottobre: la parola agli operai !

Straordinaria riuscita dell’assemblea nazionale

Una campagna nazionale di astensione dal voto degli operai e dei lavoratori alle prossime politiche, è stata annunciata da Mara Malavenda, del coordinamento nazionale Slai Cobas, durante l’assemblea nazionale svolta nella sala consiliare del comune di Pomigliano d’Arco.

Collegandosi all’ottobre rosso di cui ricorre il centenario, Malavenda, inoltre, ha sottolineato che la rivoluzione sovietica ”ha trasformato gli operai in classe, quella ‘Classe Operaia‘ che ha regalato a milioni di operai e lavoratori in tutto il mondo il sogno di una vita diversa e migliore in una società liberata dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo”. ”

Un documento in cui si analizzano gli ultimi 40 anni della sinistra italiana e le ripercussioni sulla classe operaia del Paese, sarà volantinato nelle prossime settimane in tutte le fabbriche d’Italia. E’ quanto è stato deciso nel corso dell’assemblea nazionale operaia organizzata da Slai Cobas, SlaiProlCobas e Sgb, svoltasi oggi nella sala consiliare del Comune di Pomigliano d’Arco (Napoli), durante la quale è stata anche lanciata una campagna nazionale di astensionismo al voto per le prossime elezioni politiche. Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, anche il console generale in Italia della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Amarilis Gutierrez Graffe, Paolo Dorigo e Marco Sacchi dello SlaiProlCobas, Barbara Battista di Sgb, e Vittorio Granillo dello Slai Cobas, operai provenienti da tutta Italia, e tute blu degli stabilimenti Fca, soprattutto di Pomigliano e del reparto logistico di Nola. ”Essere più forti nelle fabbriche italiane, significa essere più forti dappertutto – ha spiegato Malavenda – la cosiddetta sinistra italiana degli ultimi 40 anni, che sinistra non è mai stata, oggi ci porta ad essere il tallone di Achille del movimento operaio internazionale. E’ questa la logica politica dell’internazionalismo proletario”. Insieme al volantino sarà realizzato un videoclip in italiano e spagnolo della manifestazione di oggi, che sarà distribuito anche agli operai del sud America. I Cobas, infine, hanno rilanciato la necessità di ”un’organizzazione operaia extraparlamentare e a tutto campo, con la costituzione di presidi di classe e successive organizzazioni politiche e sindacali dello stesso movimento operaio”.

Per un’Assemblea Operaia Nazionale a Pomigliano nel Centenario della Rivoluzione di Ottobre

 

L’attacco che la Classe Operaia e con essa tutti i lavoratori stanno subendo è sotto gli occhi di tutti. I simulacri della democrazia borghese, come era stato ampiamente previsto da Marx ed Engels, sono stati abbandonati dal grande capitale, che ha gettato la maschera assumendo il governo diretto di quelli che, ormai solo sulla carta, sono gli Stati Nazionali.

Ciò in Italia avviene attraverso il prevalente intervento su scala globale di multinazionali quali il gruppo Fiat/Chrysler, così come nella Repubblica Bolivariana del Venezuela dove, anche se in maniera ben più grave e violenta,

attraverso gruppi di terroristi mercenari in loco e l’appoggio internazionale di una capillare campagna di fake news diffuse

dagli asserviti mezzi di comunicazione di massa, assistiamo oggi all’intervento attivo dell’imperialismo made in USA per azzerare i principi basilari, culturali e sociali della democrazia venezuelana e le conquiste del processo rivoluzionario

bolivariano e per consegnare il Paese nelle mani delle destre e delle oligarchie economiche collegate in primis alle

multinazionali del petrolio.

In entrambi i casi appare chiaro come questi grandi gruppi economici, espressione diretta del capitale internazionale, siano assurti come avanguardie ad emblema della moderna lotta di classe, una lotta di classe alla rovescia,

del padronato contro la Classe Operaia.

Una lotta di classe alla rovescia per il dominio del capitale sul lavoro e sull’intera società, con la progressiva eliminazione della democrazia sindacale e politica e dei diritti dei lavoratori, di quelli sociali e civili.

Tale direzione politica è portata avanti inducendo frammentazione contrattuale, contrapposizioni sociali, razziali,

generazionali e di genere, con la mercificazione dei diritti dei lavoratori, costretti a pagare giorno dopo giorno prezzi sempre più alti.

Per nulla neutrale in questo scenario è stata la rincorsa a destra della cosiddetta sinistra istituzionale, dei movimenti

populisti dell’antipolitica e dei sindacati collaborazionisti (confederali e fintamente di base) schierati, nonostante i più disparati proclami di facciata, inequivocabilmente dalla parte del padronato, soprattutto attraverso la ratifica di accordi quali quello neo-fascista sulla rappresentanza sindacale del 10 gennaio 2014.

È proprio in una fase come questa, che oggi vede tutti i lavoratori in evidente difficoltà nella difesa di conquiste sociali che sembravano essere divenute realtà nel nostro paese, che è assolutamente necessario constatare come questo

momento di grande debolezza dei lavoratori sia dato dalla mancanza di qualunque forma di radicamento di classe della cosiddetta sinistra sindacale e politica.

È per questo che oggi si rende necessaria la ricostruzione della nostra storia sociale, culturale e politica, ben consapevoli che la nostra Storia, quella del Movimento Operaio è una storia sicuramente incompatibile ed estranea alla natura ed ai contenuti del costituendo nuovo ordine capitalistico mondiale. Una Storia segnata dalla ‘Rivoluzione d’Ottobre’

che, oggi più che mai, dichiara come attuale l’inconciliabilità di classe tra lavoro dipendente e capitale, tra sfruttati e sfruttatori, tra proletariato e borghesia. Una Storia che da più parti oggi si vorrebbe cancellare dalla memoria dei lavoratori.

È per il drammatico carattere strutturale della condizione che i lavoratori stanno vivendo sulla loro pelle, che oggi diventa ‘emergenza indispensabile’ avviare le prime basi di ragionamento per il razionale avvio di un progetto di “ricostruzione e riorganizzazione” di adeguate Strutture di Classe del Movimento Operaio, sia sindacali che politiche.

Un progetto ambizioso, difficile e complesso, ma che resta di fatto l’unico e realistico percorso possibile.

Su questi contenuti, il prossimo 4 novembre,

 Assemblea  Operaia Nazionale a Pomigliano

Luigi Aprea, operaio FCA - Pomigliano Mariarosaria Castiello, operaia FCA - Pomigliano Emanuele Buono, operaio FCA, reparto confino - Nola Antonietta Abbate, operaia FCA, reparto confino - Nola Rosario Cinotti, operaio Lear Corporation - Caivano Gianluca Bego, operaio Raffineria Eni - Marghera Teodor Ilisie, Raffineria Eni - Livorno Marius Liviu Iorga, autista operaio Trasporti Interrmodali Europei -Tortona Giuseppe Sulejmani, operaio Aeroporto – Venezia Rodolfo Sartorio, autista operaio settore combustibili - Padova Tassaro Michele, infermiere Ospedale Pubblico Annunziata - Napoli Castaldi Gaetano - Azienda Ospedaliera Cardarelli - Napoli Michele De Luca, addetto appalti Comune – Caserta Maria Vitale, Infermiera Asl 1 - Napoli

Mara Malavenda, Vittorio Granillo,  - Slai Cobas - Paolo Dorigo, Marco Sacchi,  -SlaiProlCobas - Barbara Battisti, - SGB -

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