SANITA'

ABOLIAMO LA LEGGE DEL PIU’ FORTE ! SLAI COBAS KCS. - G. GEROSA BRIGHETTO MI

Le socie e i soci lavoratori si chiedono si possono cambiare le condizioni, in una situazione in cui migliaia di persone, di questo settore, sono sottoposte a condizioni di lavoro e a trattamenti legalmente fuori legge.
L’associazione cooperativistica, l’abbiamo denunciato più volte, è una forma legalizzata del caporalato. Le leggi dello Stato consentono a un qualsiasi gruppo di amici di mettersi insieme, mascherare con lo scopo mutualistico l’attività per cui si apprestano a fruttare la forza lavoro, e il gioco è fatto.
La cooperativa Kcs Caregiver, è parecchio lontana da quando i quattro amici si sono associati, ha consolidato gia i suoi guadagni da anni e chissà quanti soci onorari si arricchiscono alle spalle degli immigrati extracomunitari ed italiani impiegati nelle attività di assistenza agli anziani.
Nelle due strutture dove gli operatori si sono organizzati con lo Slai Cobas, quella di via Mecenate a Milano e di Brugherio, abbiamo indicato ai soci e alle socie la strada della lotta, ma le leggi che obbligano la garanzia dei minimi assistenziali, la paura e l’intimidazione limitano l’utilizzo di quest’unica arma nelle mini dei lavoratori e delle lavoratrici.
Gli operatori di queste strutture sono obbligati a condizioni di sudditanza psicologia tutti i giorni, per questo accettano di lavorare senza il rispetto delle procedure di sicurezza, spesso si trovano a lavorare da soli dove servono due persone, sono continuamente ricattate/ti da preposti che hanno il solo compito di spingerle a lavorare sempre di più, prendendosi libertà che non devono essere tollerate in qualsiasi ambiente di lavoro.
Organizzano il sevizio a secondo dei loro desideri e spesso, come segnalano le operatrici, creano scompensi organizzativi, sulla presenza degli operatori nei reparti, o lasciando gli anziani senza assistenza se per le assenze compete a loro questo compito.
Il favoritismo e le ingiurie e le offese sono frequenti e impunite.
Denuncie agli organi competenti in materia di sicurezza sul lavoro, spesso non hanno prodotto grandi svolte, come quella relativa alla mezza ora di pausa pranzo dopo le 6 ore di lavoro.
Un diritto dei lavoratori che la cooperativa da anni non riconosce, l’intervento dell’ispettorato del lavoro ha sollevato il problema ma i dirigenti non vogliono cedere, al massimo vogliono concedere dieci minuti retribuiti che non sono altro che una normale norma prevista dalle norme della sicurezza sul lavoro.
Solo con le iniziative e la lotta si possono cambiare le cose !
Battersi tutti insieme per la salvaguardia della propria salute; molte socie e soci sono già in età giovanile presentano gravi patologie invalidanti e continuano a lavorare senza ausili e spesso a mobilizzare, a fare i bagni assistiti da sole, è una errore perché a lungo andare di perderà la capacità lavorative diventerà cronica e la cooperativa risponderà come ha gia fatto ad altre operatrici, per voi non c’è più posto, siete licenziate.
Il contratto nazionale di lavoro prevede alle Ridotte Capacità Lavorative, un posto adeguato in modo che si possa continuare a sopravvive con un regolare stipendio, ma la Kcs risponde che i posti di riguardo sono gia finiti, e chi si trova in queste condizioni perde il posto di lavoro facilmente.
Oggi con più di 4 milioni di lavoratori precari, tra cui le socie e i soci delle cooperative, non possiamo più accettare il ricatto del posto di lavoro, dobbiamo reagire con forza e cominciare a reagire al controllo capillare dei responsabile, alle intimidazioni e ai procedimenti disciplinari.
Migliaia di persone si arricchiscono sulla pelle di giovani donne e uomini i quali con questo ritmo e con questo clima non saranno mai sicuri della loro situazione.
Per dire basta bisogna cominciare ad organizzarsi e prendere il coraggio a due mani ai socie e alle socie della cooperativa Kcs indichiamo di mobilitarsi per :

•chiedere sempre di lavorare in sicurezza e con organici sufficienti
•denunciare sempre al sindacato e agli organi competenti ogni sopruso dei responsabili
•organizzarsi per lottare e conquistare la mezza ora di pausa pagata e durante l’orario di lavoro
•riduzione dell’orario a parità di salario.

informiamo che giovedì 29 gennaio alle ore 09.00 ci sarà la 2° udienza per il ricorso “cambio tuta” per le socie e soci della struttura G. Gerosa Brighetto di Milano, chi può partecipare chiami il 3356643651, oppure 3337436517 per accordarci.

SLAI COBAS KCS.
G. GEROSA BRIGHETTO MI
BOSCO IN CITTA' BRUGHERIO