SANITA'

Slai Cobas A.S.P. Golgi-Redaelli - Lavoratori pubblici fannulloni o martiri in questo Governo!

I dipendenti pubblici sono diventati il capro espiatorio dei problemi dell’economia e dello Stato. La legge 133 del ministro Brunetta è stata salutata con entusiasmo da padroni e dirigenti: tutti d’accordo a dare  meno soldi e il carcere domiciliare a chi si ammala. Una svolta autoritaria senza precedenti che ha spaventato i dipendenti pubblici ma non è stata sufficiente a mettere in moto un movimento di opposizione e di lotta.

Nel frattempo che cosa è successo?

IL 26 GIUNO 2009 IL GOVERNO PROPONE ALLE CAMERE IL “DECRETO ANTISCRISI”,  QUESTE NORME VERRANNO  PROMULGATE SULLA GAZZATTA UFFICIALE NEL MESE SETTEMBRE
• L’INCOSTITITUZIONALITA’ DELLA NORMA INTRODOTTA CON LA LEGGE 133 SUL CONTROLLO FISCALE DURANTE LA MALATTIA  ERA EVIDENTE,  IL FATTO CHE IL MINISTRO BRUNETTA ABBIA DOVUTO FARE MARCIA INDIETRO E’ POSITIVO,  PERTANTO LA REPERIBILITA’ PER LA MALATTIA E’ TORNATA AD ESSERE QUELLA DALLE 10,00 ALLE 12,00 E DALLE 17,00 ALLE 19,00.  (informiamo i lavoratori che le fasce orarie sono operative dal 26 giugno). ALTRA E’ COSA PARLARE DI  VITTORIA.
• E’ STATO SPOSTATO DAL 2009 AL TUTTO IL 2012 LA POSSIBILITA’ DI STABILIZZARE I LAVORATORI PRECARI NEL PUBBLICO IMPIEGO.  

MODIFICHE  DI CARATTERE POLITICO TESA A RAFFREDDARE GLI ANIMI, SE MAI SI FOSSERE SCALDATI, SPACCIATE DAI SINDACATI DI CATEGORIA COME CONQUISTE,  MENTRE SUL PIANO ECONOMICO RESTANO LE RIDUZIONI DI ALCUNE PARTI DEL SALARIO ACCESSORIOPER I PRIMI 10 GIORNI DI MALATTIA, E VIENE INTRODOTTA IN QUESTO NUOVO PACCHETTO L’ALZAMANTO DELL’ETA’ PENSIONABILE PER LE DONNE DA 60 ANNIA 65.

Una manovra non certo distensiva, i lavoratori pubblici non devono abbassare la guardia,  le norme,  leggi e contratti,  vanno sempre nello stesso senso : ridurre i costi della gestione del personale, ridurre gli organici nelle pubblica amministrazione, premiare i dirigenti che operano in questo modo

I contratti nazionali si riformano a queste esigenze,  valutazioni individuali permanenti, stipendio legato al comportamento, precarietà del posto di lavoro,   questo chiede il governo questo concordano  i sindacati.
I dirigenti di tutti i comparti sono felici di queste novità e non vedono l’ora di utilizzare questo potere ottenuto senza sforzi.

E’ compito  dei  sindacati di base e dei lavoratori resistere a questa deriva della libertà e della qualità della vita nei luoghi di lavoro,  solo respingendo queste scelte politiche possiamo difendere il nostro stipendio, l’occupazione e la nostra dignità.

LO SLAI COBAS E I MILITANTI CHE SONO CONVINTI DI QUESTA NECESSITA’ HANNO IL COMPITO DI RESISTERE E MOBILITARSI PER COINVOLGERE I LAVORATORI E I COMPAGNI PIU’ RESTIVI; LE DIFFICOLTA’ CHE STA ATTRAVERSANDO IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI DEVONO SERVIRE AD ORGANIZZARE MEGLIO LA RESISTENZA E LA LOTTA PER IL PROSSIMO FUTURO, I CUI CONFLITTI SOCIALI SI ANNNCIANO SENZA PRECEDENTI.

• NON SVENDIAMO LA NOSTRA DIGNITA’ DI CLASSE PER QUALCHE VANTAGGIO PERSONALE!
• OGGI PIU’ CHE MAI BISOGNA RESISTERE E ORGANIZZARCI, CONTRO L’ARROGANZA DEL GOVERNO E IL DECISIONISMO DEI NOSTRI DIRIGENTI.

SLAI COBAS A.S.P. Golgi-Redaelli