SANITA'

IL PERCHÈ DELLA NOSTRA LOTTA

l 23 ottobre lo SLAI COBAS è sceso in piazza per dire no ai licenziamenti del personale precario e interinale dell'RSA di Codogno, e per denunciare l'ennesima speculazione economica perpetuata sulle spalle dei cittadini Lodigiani e in particolar modo su quelle dei più deboli: i pazienti psichiatrici dell'RSA di Codogno. Gli operatori dell'RSA di Codogno in tutti questi anni hanno sempre denunciato pubblicamente la carenza all'interno della struttura di spazi ricreativi e per le attività di recupero delle ospiti. Gli operatori dell'RSA hanno sempre chiesto all'ASL il motivo della sospensione  dei lavori di ampliamento della struttura, ormai fermi da una decina di anni. Gli operatori dell'RSA hanno assistito in questi anni alla distruzione dell'apparato addetto al recupero delle pazienti con la continua dislocazione delle educatrici e animatori in servizio presso l'RSA in altre strutture dell'ASL fino a arrivare ad aver presenti nella struttura un educatrice e un animatrice par time per 60 pazienti. L'ASL ora dopo esser stata chiamata a rispondere del suo operato per quanto riguarda il licenziamento del personale precario che ricordiamo copriva posti vacanti nei vari servizi, ci risponde di non preoccuparci, che l'RSA  non verrà chiusa ma trasformata in una normale RSA o ASP  che dovrà accogliere  l'utenza in  lista d'attesa  nelle altre case di riposo. Ma questi signori ci hanno preso per dei deficienti? Come mai quando si parla di cambiare il tipo di utenza (utenti che pagheranno rette come nelle altre case di riposo) i soldi per ristrutturare l'RSA  saltano fuori? Come mai il Fatebenefratelli è la struttura più idonea a ospitare le nostre pazienti quando potevano essere lasciate a finire i giorni che restano loro da vivere adeguando la struttura oggi presente? La verità e che l'ASL in accordo con il Fatebenefratelli vuole operare questo tipo di trasformazione dell'RSA puramente per uno scopo di tipo speculativo. Cedendo l'utenza dell'RSA al Fatebenefratelli l'ASL si libera di un tipo di paziente (quello psichiatrico) che  è solo un costo,  mentre acquisendo un paziente geriatrico che paga potrà liberarsi definitivamente dell'RSA che grazie a questa trasformazione  potrebbe diventare un piatto appetibile per eventuali  compratori. Vogliamo infine ricordare a questi signori  che fino a ora sono riusciti a coprire i turni di lavoro grazie al personale precario, lo stesso che ora vogliono lasciare a casa lavoratori sempre disposti anche per la loro “condizione lavorativa” a sopperire alle carenze di organico nell'RSA. Noi come SLAI COBAS pensiamo che questo sia solo l'inizio di un operazione che partendo dall'RSA di Codogno “l'anello più debole della catena” mira a distruggere quello che resta del servizio sanitario ancora pubblico fino ad  arrivare a lasciarci  “pubbliche” solamente le strutture di primo soccorso: il cosiddetto ospedale per i poveri.

Lo SLAICOBAS denuncia la complicità in questa operazione del sindacalismo confederale sempre pronto a far il pompiere con lo scopo di ammansire i lavoratori  facendogli credere che non  avranno futuro se non accetteranno la trasformazione dell'RSA  come vuole l'ASL.

Lo SLAI COBAS chiama tutti i lavoratori dell'RSA di Codogno e del Fatebenefratelli a unirsi e a lottare insieme contro i licenziamenti nelle due strutture.

RISPONDIAMO AI LICENZIAMENTI E ALLE PRIVATIZZAZIONI CON LA LOTTA.
DICIAMO AI NOSTRI PADRONI CHE SE C'È LA CRISI CHE SE LA PAGHINO LORO


SLAI COBAS SANITÀ DI LODI

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