SANITA'

San Colombanon Scontro tra sindacati sulla trattativa con Asl e azienda Fatebenefratelli, Cobas polemico: «Questo accordo è una vergogna»

SAN COLOMBANO Non tutti sorridono di fronte all’accordo firmato tra sindacati e Fatebenfratelli, la casa di cura di San Colombano.
Lo Slai Cobas alza i toni della polemica, sostenendo che Cgil, Cisl, Uil e Confsal abbiano strumentalizzato la grave situazione dei lavoratori: «Siete riusciti a togliere, insieme alla dirigenza dell’Asl, l’utenza pubblica dell’Rsa (Residenza socio assistenziale) di Codogno per regalarla al Fatebenefratelli».
Lo Slai Cobas si rivolge direttamente a chi ha portato avanti la trattativa: «Cari sedicenti sindacalisti - si legge in una nota diramata in questi giorni -, ora potete gongolare e vantarvi di aver salvato i lavoratori dell’azienda, quando nella realtà avete firmato un accordo che, oltre a sancire il licenziamento dei 12 operatori dell’Rsa di Codogno, pone le premesse per la sua privatizzazione e di fatto non cambia la situazione dei lavoratori del Fatebenefratelli. L’accordo che avete firmato, prevede, per alcuni, un periodo di cassa integrazione di un anno e un formale impegno da parte del Fatebenefratelli alla loro riassunzione; per i più sfortunati c’è l’esternalizzazione e ben 20 di loro passeranno alle dipendenze di una cooperativa. Complimenti, un bel risultato». Il giudizio si fa sempre severo, anche nei confronti dell’Asl, che aveva convocato un tavolo di confronto la scorsa settimana: «Siete riusciti ad aiutare la dirigenza dell’Asl a realizzare quello che stavano progettando da anni: liberarsi della struttura più onerosa che aveva, forse volete dare una mano a risanare il deficit pubblico? Speriamo che abbiate il buon gusto di non presentarvi all’Rsa di Codogno per convincere i lavoratori che non permetterete, un domani, all’Asl di privatizzare la struttura, perché siamo sicuri che così, forse, il giorno dopo saremmo già dipendenti di qualche Fondazione. Siamo convinti che l’esternalizzazione dell’Rsa e degli altri servizi che ancora l’Asl eroga, è già stata pianificata da tempo da voi in collaborazione con la direzione dell’Asl. Cari signori - concludono infine i rappresentanti dello Slai Conas -, non pensate di esservi sbarazzati di noi, continueremo a lottare contro i licenziamenti e contro le privatizzazioni dei servizi pubblici, consci del fatto che prima di lottare contro i padroni dobbiamo lottare contro di voi che siete i loro intermediari e portaborse».Gr. Bo.


Quotidiano il cittadino di Lodi 8/12/2009
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