SANITA'

IL BUCO NERO DELLA SANITA' PUBBLICA E PRIVATA !!

La sanità italiana senza anestesia giace sotto i ferri del governo Monti;  stà perdendo tutti gli organi vitali e interventi di espianto così decisi e radicali non si erano mai  visti. Tutto  questo è  normale per i padroni e i “il comitato di tecnici”  per la  salvezza della patria capitalista, ma  ciò   che ci sorprende e ci preoccupa  è che il paziente sottoposto a tali trattamenti non reagisce nè manifesta la propria disapprovazione a questa situazione.  I  3 milioni e mezzo di   lavoratori del così detto Pubblico Impiego,  tra cui il settore sanitario italiano,  soffrono  il controllo micidiale dei sindacati confederali istituzionali, i quali hanno condiviso da anni le scelte del governo e delle amministrazioni,  sia sulle politiche di contenimento della spesa che  di aumento della produttività,  sul cambio delle norme tra cui l’introduzione massiccia di lavoro precario e non ultima la l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori sui licenziamenti individuali, l’aumento dell’età pensionabile.

 

Le poche situazioni che reagiscono a questa politica vengono isolate e represse  per evitare che si estenda la lotta, per  cercare di eliminare sul nascere qualsiasi forma di autorganizzazione.

Tutto questo sta succedendo   in una situazione scandalosa  dove il male affare si intreccia con la politica alla luce del sole, e la crisi viene fatta pagare a chi lavora  tranquillamente senza problemi.

Così mentre obbligano a tutti noi di tirare  la cinghia per far quadrare i bilanci,   politici ed affaristi di ogni cricca si arricchiscono:  “non è certo un caso che quasi tutto il malaffare lombardo degli anni Duemila ruoti intorno alla sanità”( espr. 2 giungo 2012). 

Nè ci interessa che  la giustizia divina punisca gli affaristi vaticani dello IOR, e  se anche gettasse nelle fiamme dell’inferno Don Verze,  noi operatori non trarremmo  alcun beneficio da questo. Questi affaristi senza scrupoli sono   impegolati in mille attività lecite ed illecite, tra cui famosi ospedali quali  il Gemelli di Roma che ha accumulato un buco in bilancio   di quasi un miliardo di euro;  il San Raffaele di Milano ha sommato sprechi che hanno portato al tracollo  economico l’ospedale mettendo a rischio centinai di posti di lavoro,   milioni di euro di finanziamenti  spariti dalla Fondazione Maugeri, e tanti altri che hanno bruciato  soldi pubblici per finanziare attività di famiglia, vacanze di lusso e finanziare  campagne elettorali e pagare  la bella vita  piena di divertimenti   a personaggi alla stregua di Formigoni  di Polverini e tanti altri.

Una premessa necessaria per capire dove siamo e dove andremo se i lavoratori  insieme alle proprie avanguardie non si mobilitano per :

Ø  Analizzare  le difficoltà del momento per ripartire, resistere all’aggressione dei padroni per rilanciare la lotta e le rivendicazioni.

Ø  Cominciare  da subito a   confrontarci sui programmi politico e sindacali delle OO.SS. dei gruppi e dei compagni per favorire la formazione di un movimento anticapitalista e che fermi le ruberie e costruisca una prospettiva di classe, con organismi militanti  dei lavoratori.

Il compito che aspetta tutti i  lavoratori è  la mobilitazione generalizzata continua per coinvolgere ed  informare,  organizzare i lavoratori italiani della sanità pubblica e quelle  privata  per un unico fronte anticapitalista e anticollaborazionista.                        

LOTTIAMO PER :

·     Un solo contratto di lavoro con norme e condizioni economiche migliorative, blocco dei contratti nazionali e nessuna regionalizzazione degli accodi.

·       Trasformazioni dei fondi del premio incentivante in 14° mensilità per tutti abolizoone di ogni forma dio pagellina  e meritocrazia.

·       Assunzione di tutti i precari e fuori i caporali delle cooperative dagli ospedali e da ogni luogo di cura, e ogni ambiente di lavoro.

·         Riduzione dell’orario a parità di salario, per  assorbire la disoccupazione giovanile.

·    In pensione tutti gli esodati senza distinzione,  cancellazione della riforma delle pensioni del governo Monti e Berlusconi.

·         No alla cancellazione dell’art. 18 nel pubblico impiego e per tutti i lavoratori italiani.

·        Rivendichiamo che le tasse che pagano quelli che lavorano servano a garantire lo stipendio minimo ai disoccupati e non a finanziare le banche, le imprese e le spedizioni militari.

·     Aderiamo allo sciopero del 22 giungo per rilanciare la lotta ma dobbiamo superare gli scioperi rituali e  cominciare  nelle RSU ed in ogni luogo di lavoro a mettere in pratica la nostra opposizione a questo sistema, non firmando più accordi che contengono regole dettate dal governo, non c’è male minore che tenga, oggi bisogna stare dalla parte dello scontro e non della mediazione al ribasso.

Il coordinamento della sanità milanese ragiona su queste tematiche, dobbiamo continuare a resistere per rilanciare la  lotta e l’autorganizzazione. 

Per contatti : Coordinamento sanità milanese