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11 visitatori online| I Cobas di Pomigliano: “Dalla Fiat una campagna alla Mussolini” |
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| Scritto da redazione |
| Venerdì 25 Giugno 2010 18:23 |
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Donato De Sena IL MAL DI TESTA DI MARCHIONNE – Una vittoria che sarebbe ben più ampia se valutata da un altro punto di vista: “Se escludiamo tutti quelli condizionati dalla Fiat, la forza impiegatizia dello stabilimento, quella che non riceveva nessun danno dall’accordo marchionne, perchè non c’erano i doppi turni, i no arrivano al 50% tra gli operai, quelli che avrebbero dovuto accettare obtorto collo l’accordo. Sarebbe dovuta essere la sconfitta dei lavoratori per i manager, secondo me, invece, Marchionne è andato a New Tork col mal di testa!“. BLOCCATA LA LINEA DELLA 159 – Malessere per una propaganda ferrea mossa dalla Fiat e dai suoi dirigenti: “Stanno cercando di ricattare quelli che hanno detto no. C’è stata una campagna mediatica senza precedenti, come quella di Mussolini, la campagna per la colonizzazione dell’Abissinia. Campagna pubblicitaria insieme a Cisl Uil . Il direttore di stabilimento, Garofalo, un personaggio al servizio di Marchionne, prima del voto ha fermato la linea di lavorazione sulla 159 e ha fatto un ulteriore lavaggio di cervello a tutti lavoratori: ha fatto sapere che se non ci fosse stata la vittoria del sì la Fiat sarebbe andata via da Pomigliano. E’ avvenuto il 22, lo stesso giorno del voto. E’ come una rapina, il rapinatore che dice - spiega Aprea - se non peggiori le condizioni di lavoro ti faccio diventare disoccupato“. E i danni riguarderebbero – sottolineano gli Slai Cobas – finanche il diritto di protestare: ”nell’accordo viene toccata la normativa relativa allo sciopero - dicono - Si sanzionano le organizzazioni sindacali, ma anche i lavoratori, che avrebbero contestato l’accordo“. I CONFEDERATI SI FAN MALE DA SOLI – Frecciate sui sindacati sostenitori del sì: avrebbero violato perfino i principi e le regole sottoscritte anni fa da loro stessi. “Sono consapevoli del danno che si sarebbe verificato - afferma l’rsu dello Slai - Sopravvivono con la clientela. Accettato i 700 milioni di euro abdicando al peggioramento delle condizioni di lavoro dei loro iscritti. Hanno solo la faccia tosta di andare avanti. Accettando norme che violano perfino l’accordo interconfederale del ‘93 per la realizzazione del referendum. Nella stessa data di indizione del referendum (16 o 17 giugno) già avevano stabilito la data di voto. Ma la l’articolo 15 dell’accordo interconfederale stabilisce che devono passare almeno 15 giorni per andare voto“. FIOM PEGGIO DI FIM, UILM E UGL – Anche i metalmeccanici della Cgil non avrebbero assunto un atteggiamento impeccabile: “La Fiom è succube della Cgil, è ancora di più di Fim, Uim e Ugl. Si è lavata le mani alla Ponzio Pilato e ha lasciato che il baratro del dubbio i lavoratori. Non hanno avuto il coraggio di dire di no. Si sono solo schierati per un no alla anticostituzionalità e alla deroga al contratto nazionale. E i diritti dei lavoratori e tutto quello che loro hanno accordato a Melfi Cassino e Mirafiori?“. Non vi siete mai posti il problema di mettere a rischio Pomigliano e andare a casa con lo stabilimento chiuso? ”Marchionne ha già cambiato strategia. Aveva detto che se non arrivava il plebiscito andava via da Pomigliano. Invece adesso parlerà con quelli che ha detto sì. in ogni caso se se ne va abbiamo tutti i vantaggi legali per rimanere. Non cediamo ai ricatti“. Impossibile, per i Cobas, accettare un accordo che – dicono – avrebbe necessariamente comportato “la cassa integrazione a cicli. ma pure lo spostamento della pausa mensa a fini di lucro a fine turno, così come la riduzione dei 40 minuti di pausa ridotta a 30 minuti e divisa in tronconi di 10“. |
VIDEO MIRAFIORI: Marchionne in CANADA, PRESIDIO dello SLAI COBAS DAVANTI ALLA FIAT di TORINO
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