


Contro le strategie parallele della Fiat di Marchionne e del governo Monti per dare forza e ruolo all’opposizione operaia
Venerdì 20 aprile 2012
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12 visitatori online| Fiat di Pomigliano, volantinaggio Slai e Fiom ai cancelli |
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| Scritto da redazione |
| Giovedì 14 Aprile 2011 18:05 |
Protesta dei sindacati: "Si va verso una nuova macelleria sociale"''Non abbiamo nulla di cui gioire per le nuove assunzioni, abbiamo preso coscienza di quello che sarà Fabbrica Italia Pomigliano: una nuova macelleria sociale''. E' quanto ha affermato Luigi Aprea, rsu Slai Cobas nello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, che oggi, insieme ad altri iscritti al sindacato, ha effettuato volantinaggio tra i lavoratori in uscita ed entrata dalla fabbrica. Oltre agli iscritti al sindacato di base, c'erano anche i militanti della Fiom, che hanno distribuito volantini nei quali annunciano la presenza di Maurizio Landini alle assemblee retribuite previste per domani in fabbrica. ''Dobbiamo far leva sul nostro coraggio e la nostra tenacia - ha aggiunto Aprea - per intraprendere nuove iniziative ed opporci al piano farsa. Marchionne, infatti, ha portato la Fiat sull'orlo del tracollo industriale, e più crollano le vendite, più l'Ad guadagna. E per chiudere 112 anni di storia patria, agli azionisti saranno distribuiti 100 milioni di euro di dividendi (il corrispettivo degli stipendi di otto, novemila cassaintegrati), per festeggiare il prospettato orizzonte industriale a stelle e strisce''. ''Ora di Fiat ce ne sono due - aggiungono nel volantino - una che non fa auto, ed un'altra, scorporata, che fa camion e trattori. In sostanza la Fiat Auto non c'è più, c'è la Chrysler, salvata dal fallimento dalle pensioni degli operai americani. Del resto, nel cuore della famiglia Agnelli c'è sempre stata l'America: l'ha ricordato John Elkann narrando agli azionisti che il suo trisnonno senatore, quello che inaugurò la fabbrica di Mirafiori insieme a Benito Mussolini, ma questo John ha dimenticato di dirlo, già nel 1906 sbarcò a Detroit per fare affari con i fabbricanti locali di automobili, mentre in Italia, già all'epoca, la Fiat viveva con le commesse militari del governo Giolitti - concludono - costruendo autoblindo per la prima guerra di Libia''.
di Redazione Lunaset www.lunaset.it |
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VIDEO MIRAFIORI: Marchionne in CANADA, PRESIDIO dello SLAI COBAS DAVANTI ALLA FIAT di TORINO

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