SLAI Cobas Nazionale

Il tempo dedicato al cambio divisa deve essere retribuito: lo ha deciso la Corte di Cassazione  

 VERTENZA CAMBIO DIVISA LO SLAI COBAS NON MOLLA !

La Corte di Cassazione di Roma in data 11 novembre 2015, pubblicata nei primi giorni di febbraio 2016, ha emesso la sentenza definitiva relativa al contenzioso iniziato circa 10 anni fa con la Cooperativa Kcs e i soci lavoratori organizzati dallo Slai Cobas, sia del Bosco in Città di Brugherio che della Rsa G. Gerosa Brighetto di via Mecenate Milano.
Era successo che dopo la vergognosa sentenza di 1° grado,  che accettava le logiche della Cooperativa, la quale si difendeva sostenendo che i minuti per cambiare la divisa sia in uscita che in entrata non dovevano essere retribuiti perché non vi era nessun obbligo per le operatrici e operatori per tale operazione, e  a fine turno potevano tornare a casa senza  cambiari con abiti civili e partire da casa con già in dosso la divisa.
Ricorrevamo subito in appello perché una decisione del genere era da respingere ad ogni costo, ma purtroppo in quel periodo appare nella struttura di via Mecenate una funzionaria della Cgil, aveva la madre ricoverata, la quale dissuade, in accordo con la cooperativa,  quasi tutte le operatrici e gli operatori a continuare la vertenza legale, formalizzando il disinteresse con una richiesta al giudice. Questo compromise  tutto,  visto il ripiegare di tanti ricorrenti i giudici della Corte d’Appello di Milano confermano il giudizio di primo grado condannando i lavoratori  a pagare le spese.
Lo Slai Cobas assistito dallo studio legale Rizzoglio Mirco decise di sottoporre, con i pochi che si sentirono di farlo, alla Suprema Corte il giudizio,  la quale ha accolto i 3 punti salienti del ricorso :

  1. che i minuti per  indossare e dismettere la divisa devono essere retribuiti.
  2. che esiste l’obbligatorietà di vestire e svestire la divisa nel luogo di lavoro.
  3. che la Corte territoriale avrebbe ignorato le istanze istruttorie finalizzate a dimostrare la sussistenza dell’obbligo di indossare la divisa sul luogo di lavoro.

La sentenza (della Corte d’Appello di Milano del 2010 ) dev’essere quindi  cassata in relazione ai motivi accolti, con rinvio alla Corte di Brescia, che dovrà compiere un nuovo esame, sulla scorta dei principi sopra enunciati e decidere anche sulle spese di giudizio” n.d.r.,Nella  sostanza si tratta di attendere che venga decisa il compenso per le ricorrenti e cominciare a da subito a raccogliere le firme per riproporre un nuovo ricorso per tutti coloro che si sentono di farlo.
La decisione della Corte di Cassazione di Roma stabilisce che i minuti destinati al cambio della divisa devono essere pagati e che esiste l’obbligo, deciso dal datore di lavoro, di indossare e dismettere la divisa negli spogliatoi aziendali, noi aggiungiamo che il fatto che vi è anche l’obbligo di timbrare l’uscita e l’entrata in orario con già indosso la divisa riscontrabile dai cartellini,  chiarisce il tutto la Cooperativa dovrà pagare  i minuti e le ore che si  sono sommate in questi anni.

  • LO SLAI COBAS  PROPORRA’ A TUTTE LE OPERATRICI E OPERATORI, ANCHE QUELLI CHE 10 ANNI FA’ RINUNCIARONO PER ISCRITTO,  DI  FIRMARE IL RICORSO  E COMINCIARE A TIMBRARE L’ENTRATA E L’USCITA IN BORGHESE E NON PIU’ IN DIVISA.
  • A TAL PROPOSITO ORGANIZZEREMO UN’ASSEMBLEA O UN PRESIDIO PER RACCOGLIERE  LE FIRME E COMINCIARE IL RICORSO.
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