626 Sicurezza e Salute Lavoro

Amianto ed omicidio colposo - Cassazione penale, Sezione IV, sentenza n. 22165 dell'11 aprile 2008 (sentenza)

Nel delitto di omicidio colposo consistito in un mesotelioma associabile ad esposizione lavorativa ad amianto, il datore di lavoro versa in colpa, qualora, in violazione delle norme vigenti all'epoca, non abbia adottato ogni misura destinata ad abbattere l'esposizione lavorativa alle polveri di amianto, potendosi rappresentare un evento di danno alla salute del lavoratore deceduto.

Nel caso di specie, riguardante omicidio colposo consistito in un mesotelioma occorso a lavoratori esposto ad amianto, sussiste il nesso causale tra condotta dei responsabili aziendali succedutisi in tutto il periodo di esposizione del lavoratore e malattia, qualora l'omesso controllo delle polveri di amianto nei periodi ad essi ascrivibili abbia anticipato significativamente quell'esito, quando, cioè, senza la condotta considerata, quello stesso esito si sarebbe verificato in un momento apprezzabilmente successivo o con una intensità lesiva inferiore, sicché occorre valutare se l'inalazione prolungata, benché non necessaria per l'induzione, abbia accelerato il processo di latenza (recte, abbreviato i tempi) conclusosi con la morte del lavoratore.

Tale orientamento è ribadito da altre pronunce della giurisprudenza di merito (Trib. Carrara, 13 gennaio 2004; App. Milano, Sez. IV, 30 agosto 2004) e della giurisprudenza di legittimità (Cass. pen., Sez. IV, 22 maggio 2007, n. 25528).

(Altalex, 6 novembre 2008. Nota di Rocchina Staiano)