626 Sicurezza e Salute Lavoro

Infortuni sul lavoro: Danni sul lavoro senza automatismi - Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 3788/2009

Qualsiasi attività lavorativa può comportare dei rischi che a loro volta sono causa di danni, ma il datore risponde dell'infortunio solo se omette di adottare le adeguate misure protettive e non accerta che queste vengano effettivamente utilizzate, incorrendo in un concorso di colpa. Va anche detto, che l'articolo 2087 del Codice civile non configura una responsabilità oggettiva a carico dell'imprenditore, se così non fosse infatti dovrebbe "pagare" ogni volta che un impiegato si fa male nell'esecuzione della prestazione lavorativa. La sua è quindi una responsabilità contrattuale che sussiste se c'è violazione degli obblighi di comportamento, concretamente individuati, imposti da norme di legge, da regolamenti sindacali o suggeriti dalla tecnica e dall'esperienza.
In tre recentissime sentenze depositate dalla sezione Lavoro nei giorni scorsi, la Cassazione ha affrontato tre diversi casi di incidenti avvenuti sullo stesso luogo di lavoro, per i quali ha deciso in maniera differente.
Il primo caso è quello di un portalettere che scendendo dall'autovettura di servizio è scivolato su una lastra di ghiaccio battendo violentemente la testa e riportando lesioni che l'Inail gli ha riconosciuto, assegnandogli una invalidità dell'11 per cento. I giudici, con la sentenza 3785, hanno respinto la richiesta di risarcimento avanzata dal lavoratore motivata dalla mancata dotazione delle scarpe antiscivolo. Nessuna norma, legale o contrattuale, impone alle Poste di assegnare ai portalettere calzature particolari e non è neppure ravvisabile la responsabilità della società per violazione di norme di prudenza, in quanto la presenza del ghiaccio sulla strada è una situazione legata a particolari condizioni climatiche e ambientali: l'attività di "consegna lettere" prevede spostamenti sul territorio, nel corso della stessa giornata, in luoghi in cui le situazioni atmosferiche possono essere diverse, variare in base alle ore, e quindi non prevedibili in anticipo.
L'altro ricorso, affrontato dalla decisione 3786, riguarda sempre un incidente avvenuto a un postino che mentre guidava il suo ciclomotore aveva perso il controllo del mezzo carico di corrispondenza ed era caduto a terra riportando gravi lesioni.
In questa situazione i magistrati del lavoro hanno riconosciuto la responsabilità delle Poste dopo aver accertato che l'infortunio si era verificato per l'eccessivo peso degli effetti postali trasportati e per la cattiva distribuzione sul motorino dei diversi plichi. Inoltre, i dirigenti dell'ufficio avevano omesso di controllare, lasciando totalmente al libero arbitrio dei dipendenti, che i portalettere si avvalessero del servizio chiamato "viaggetto" che consente di richiedere l'ausilio di motofurgoni aziendali in caso di trasporto di merce più voluminosa.
L'ultima vicenda (sentenza 3788) riguarda sempre un impiegato delle Poste addetto però alle mansioni di sportellista che nello scendere dallo sgabello era inciampato nella raggiera portapiedi. L'avvenimento è stato giudicato assolutamente casuale dal momento in cui non è stata provata la nocività dell'ambiente di lavoro: gli arredi delle stanze, e in particolare sedie e sgabelli, erano adeguati e non potevano avere conseguenze pericolose.

- Sentenza Corte di cassazione sezione Lavoro, n. 3788/09

...incombe al lavoratore che lamenti di aver subito, a causa dell'attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l'onere di provare l'esistenza di tale danno, come pure la nocività dell'ambiente di lavoro, nonchè il nesso tra l'uno e l'altro; senza che occorra anche l'indicazione delle norme anti-infortunistiche violate o delle misure non adottate, mentre quando il lavoratore abbia provato quelle circostanze, grava sul datore di lavoro l'onere di provare di aver adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno