626 Sicurezza e Salute Lavoro

Amianto: altri 40 morti archiviati

Grave offesa alla memoria degli operai. Oltre il danno la beffa

Il P.M. Giulio Benedetti della Procura della Repubblica di Milano ha chiesto l’archiviazione per gli ex dirigenti Breda-Ansaldo e Pirelli colpevoli della morte di 40 lavoratori deceduti per mesotelioma pleurico o asbestosi

Lo stesso P.M. - che già nel 2002 chiese l’assoluzione per 2 dirigenti della Breda Fucine di Sesto San Giovanni accusati della morte di 6 lavoratori e lesioni gravissime di un settimo, (uno dei quali fu successivamente condannato in un altro processo nel gennaio 2005 insieme ad altri 8 dirigenti per la morte di un operaio e tutti “ graziati” dalla prescrizione - ci riprova. La procura di Milano, prima lascia nei cassetti per decenni le denunce e poi con la scusa che ormai è passato troppo tempo li archivia, con la motivazione che non c’e certezza sul nesso causale e sulle responsabilità.

La vicenda è ancora più grave perché avviene negli stessi giorni in cui il procuratore della repubblica di Torino, Raffaele Guarinello, ha rinviato a giudizio i padroni svizzeri della Eternit per la morte di oltre 200 lavoratori e 800 cittadini di Casale Monferrato.

Ogni anno circa 5000 persone muoiono a causa dei tumori d’amianto, ma per la procura milanese il problema non esiste,concedendo in tale modo ai padroni la licenza di uccidere rimanendo impuniti.

 

Questa richiesta di archiviazione ci riempie nuovamente di rabbia, verso i padroni, i dirigenti di queste fabbriche che pur sapendo del pericolo che correvano gli operai hanno messo il profitto prima della vita umana, rendendosi colpevoli di migliaia di morti, odio anche verso le istituzioni che sono complici di questa mattanza.

Durante i processi Breda, la rabbia dei famigliari dei morti e dei compagni di lavoro scoppiò in una manifestazione nelle aule del tribunale e nell’occupazione per oltre un’ora dell’aula dove si svolgeva il processo, oggi la rabbia la manifesteremo ovunque, in tutti i modi legali e nelle piazze.

La verità storica sull’amianto è ormai riconosciuta da tutti, per quella giuridica continueremo a batterci contro chi assolve e tutela i “crimini di pace” dei padroni.

Contro una giustizia di classe asservita ai padroni continueremo a lottare per ottenere giustizia.

Una prima protesta la attueremo venerdì 17 ottobre 2008 partecipando alla manifestazione alle 9,30 in Largo Cairoli con cartelli e striscioni del nostro comitato, partecipando compatti con un nostro spezzone alla manifestazione e allo sciopero indetto dai sindacati di base.

La nostra lotta per avere giustizia continuerà, perché una società può considerarsi civile solo quando fa diventare realtà il fatto che “senza sicurezza non ci può essere lavoro”.

Sesto San Giovanni (Mi)  13 ottobre 2008

p. contatti: cell. 335.7850799