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Ispettorato del lavoro all'ex-Alfa: 20 fermati

Arese - Nel mirino la CARIS, azienda di riciclo dei rifiuti urbani. I fermati sono tutti cittadini cinesi
Ispettorato del lavoro all'ex-Alfa: 20 fermati

l´Ispettorato del Lavoro di Milano, con l´ausilio di 100 carabinieri, ha bloccato e perquisito nelle prime ore della mattinata del 5 diecembre la CARIS, azienda di riciclo dei rifiuti urbani con sede nell´area dell´Alfa Romeo di Arese.

Scopo del blitz era il lavoro nero ed illegale utilizzato da una cooperativa che utilizza un centinaio di lavoratori cinesi. L’ispezione, durata diverse ore, ha avuto come effetto il fermo di  20 lavoratori cinesi.

«Da prime notizie che abbiamo appreso, pare che siano state riscontrate dagli ispettori alcune gravi irregolarità: l´orario di lavoro era di 12/16 ore al giorno, compresi sabato e domenica; la paga era di 5 euro all’ora;  i bagni erano una cosa pazzesca; la mensa inesistente; gli spogliatoi in comune – segnalano i rappresentanti dello Slai Cobas - Le condizioni di lavoro schiavistiche che subiscono questi lavoratori è stata denunciata più volte agli organi competenti da parte dello Slai Cobas, e recentemente questa denuncia è stata fatta da noi anche al vice-prefetto di Milano dott. Saccone».

Una denuncia che colpisce l’uitlizzo dell’area dell’ex Alfa: « Mentre 380 cassintegrati dell´Alfa Romeo sono ancora sulla strada da 4 anni, la Caris e alcune altre aziende che si insediate nell´area dell´Alfa ( ad esempio Fiege, Futura, Pietro Conserva, Isa, Solari, SDM, Franco Vago) utilizzano lavoratori senza diritti e nella piena precarietà – continua il sindacato - Queste aziende si rifiutano di assumere i cassintegrati dell´Alfa in quanto tutelati da accordi che prevedono assunzioni con contratto a tempo indeterminato e non precario. Ci auguriamo che, con oggi, ci sia una diversa attenzione delle istituzioni sull´Alfa di Arese».