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ATM SLAI Cobas: Contro lo scippo delle linee ATM

…SE QUATTRO MESI  SEMBRAN TANTI

link cronostoria:

ATM SLAI Cobas: DOPO LO SCORPORO ARRIVA LO SMEMBRAMENTO

ATM: LO SCEMPIO È ALLE PORTE

 

Mentre nelle normali aste, ad oggetti e cose, spesso inutili, viene dato un valore crescente; quando si svolgono gare d’appalti i rilanci notoriamente sono al ribasso grazie ai galoppini che confidano tutto  sulla possibilità di svalutare quanto più  la forza lavoro, cioè la dignità stessa dei lavoratori. 

È quanto si vuole imporre a conducenti e operai ATM, mentre parallelamente con la societarizzazione aumentano a dismisura dirigenti e funzionari con notevoli sperperi di danaro pubblico.  A parte tutto, l’immenso patrimonio di conoscenze ed esperienze accumulati in 75 anni di ATM hanno per noi un valore inestimabile come anche tutti i diritti conquistati a suon di lotte, a volte molto dure.

 

Le idee dei nuovi avventurieri del TPL sono in effetti chiarissime: servizi ridotti e molto più costosi per l’utenza, azzeramento di conquiste e consistenti peggioramenti delle condizioni lavorative.

 

A titolo di cronaca ricordiamo che la legge che decreta a conducenti ed operai di seguire il ramo d’azienda ceduto (linee, mezzi, autisti ed operai) è la legge 30/2003 cosiddetta BIAGI (dal nome del giuslavorista che la ideò) che 4 anni fa passò con il consenso di CGIL,CISL,UIL,UGL….e che, lo ribadiamo come già dicevamo allora, riporta la barbarie nel mondo del lavoro.

 

Mancano appena quattro mesi ai primi esodi di lavoratori ATM e qualcuno si autoconsola credendo che il padrone alla fine andrà incontro ai lavoratori. Non è così, perché la stessa legge istituisce patti di solidarietà tra azienda cedente e azienda subentrante, e non tra azienda e lavoratori.

Perciò è cominciato lo shopping in ATM con Perotti e AGI (autoguidovie italiane) che pare era sull’orlo del tracollo fino a pochi mesi fa, è che con fatica è tornata a respirare (per quanto tempo ancora?) con l’ingresso al 40% (2 mln. di euro) dei francesi della TRANSDEV.

 

Da noi molti già conoscono i metodi usati contro lavoratori ed utenti dai transalpini, che poi tanto stranieri non sono visto che il 7% del suo capitale è del SAN PAOLO IMI. In sostanza con le liquidità che  i lavoratori versano alle banche tramite i FONDI PENSIONE (anche il Fondo Priamo versa al SAN PAOLO IMI), vanno a finanziare la loro stessa precarizzazione del lavoro, con la benedizione di aziende, sindacati confederali e reggicoda autonomi.

 

É anche per tutto questo che si spiega la nostra storica contrarietà ai fondi pensione e la loro fortissima ambiguità mirata apparentemente a risolvere la questione delle pensioni.

 

Quattro mesi dunque al via per le prime migrazioni da ATM e la tattica che l’azienda sta attuando è ormai chiara: gioca di melina con il black-out informativo sul destino del primo gruppo di lavoratori, nonostante precise richieste avanzate da SLAI-COBAS e finte minacce confederali, così si arriverà infine a giugno quando i predestinati saranno raggiunti dalla fatidica lettera che riporterà  articoli, commi e blà-blà-blà vari, e la nuova azienda o cooperativa di appartenenza.

 

Concludiamo dicendo che quattro mesi non ci sembrano troppi per organizzare una vera battaglia. Sarebbe il caso che non solo i lavoratori dei depositi Salmini (linea 120), Monza e Precotto (settore armatori) si preoccupino, ma tutti in ATM per fare un fronte unitario. Per questo motivo si potrà costruire una forte opposizione solo se ci sarà  la volontà da parte di molti di organizzarsi ed arrivare quanto prima possibile ad un’unica assemblea unitaria, al di là di colori e sigle di appartenenza, per decidere insieme sul da farsi. Per aderire all’iniziativa il numero da contattare è: 339 3624 755

 

SLAI Cobas ATM

 

Milano, 02 mar. ’07