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Slai Cobas Poste Prato : taglio delle a zone di città Prato

PRESI PER I FONDELLI

Non erano certo invenzioni dei Cobas lo svariato numero di zone da aumentare nei 2 uffici di recapito pratesi, necessarie ad ovviare all’aumento demografico, urbanistico, e industriale, della nostra città.

La dirigenza di Poste Italiane, dati alla mano, aveva detto 7, da aumentare nell’arco di 2/3 anni.

Nel corso di un’assemblea atta a convincere i lavoratori a scioperare, un sindacalista, dando i numeri, aveva addirittura detto 9. In un'altra, svoltasi successivamente nei saloni della CGIL, tanto per cercare di smentire il rappresentante Cobas intervenuto contro il nuovo accordo e per denunciare i futuri tagli di zone a cui questo avrebbe portato, qualcun altro disse che a Prato sarebbero state date dalle 3 alle 5 zone.

 

La verità è invece che ancora una volta i portalettere di Prato sono stati presi per i fondelli. Le zone non solo non aumenteranno ma ne sono state tagliate 2 entrambe nell’ufficio di Prato Martini. (da 36 a 34) perdipiù senza nemmeno spalmarle su tutto l’ufficio ma solo su un limitato numero di gite. Siamo alla follia!. Prato Datini che resterà intatto come numero, (75 zone) dovrà invece riassorbire una gita (macrolotto) che fin’ora è stata in carico ai cugini di Martini.

Ma la beffa e probabilmente i danni per i portalettere non finiscono, qui perché verranno tagliati anche i punti d’appoggio. (1 per zona e rizzati).

 

 Purtroppo anche senza essere cattivi profeti non è difficile prevedere che questo taglio, con il conseguente aumento del carico dei motomezzi, porterà ad un ulteriore aumento di incidenti e di cadute tra i portalettere. Ve lo immaginate voi un solo appoggio per tutta la gita e in più un pezzo di areola del collega assente? Alla faccia della maggiore sicurezza sul lavoro.

Il tutto viene giustificato dai nuovi casellari, (che qui a Prato ci sono ormai da anni ma ciò non toglie che ci siano decine di zone infattibili nelle 6 ore di lavoro) dai nuovi motomezzi, e dal fatto che alcune grosse consegne saranno tolte dalle gite dei postini per essere date ai viaggettisti (recapito dedicato).

 Questo è il frutto delle svendite sindacali, che hanno concesso con l’ultimo accordo sul recapito, oltre alla totale deregulation sulle areole, il taglio di 2550 zone di recapito.

 

Ma la presa per i fondelli continua quando ci vengono a dire che siamo tra i pochi uffici, se non l’unico, che non ha subito tagli, ma anzi, sotto sotto vogliono far credere che grazie alle consegne fatte con i recapiti dedicati, sono state date, anche se non direttamente, delle zone in più.

La verità è che per  Poste Italiane, come per CGILCISLUILUGL, e i continui accordi peggiorativi firmati lo stanno a dimostrare, i bilanci aziendali contano più delle condizioni di lavoro e della sicurezza dei lavoratori (dei postini in particolare).

Basti guardare a come si è arrivati a questo ulteriore taglio, quali criteri sono stati adottati? Il carico della posta? non è certo diminuito .I viari? Ammesso che sia un criterio valido, sono anni che non vengono dati ai portalettere per i previsti aggiornamenti.

Si sa benissimo che a Prato come nella provincia è un continuo costruire: la dove c’erano campi ci sono nuove fabbriche, appartamenti o uffici, e al posto di vecchie fabbriche centri direzionali, negozi  e casamenti a non finire.

Ma questo per azienda e sindacati sembra non contare. L’importante era tagliare.

 

       Fino a quando i portalettere continueranno ad accettare in silenzio tutto questo?      

 

SLAI COBAS POSTE PRATO