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Assemblea RSU su TFR e Previdenza

Mozione presentata  all’assemblea di delegati  e lavoratori - Milano - 14 giugno 2007
Assemblea RSU su TFR e previdenza
 
Le delegate e i delegati RSU, le lavoratrici e i lavoratori, le organizzazioni presenti all’assemblea tenutasi presso la sede RSU del Comune di Milano il 14 giugno, ritengono necessario un percorso di lotta e mobilitazione per difendere la pensione pubblica e per impedire l’innalzamento dell’età pensionabile e l’abbassamento delle pensioni che il governo Prodi intende realizzare entro questo giugno. 

Occorre perciò una mobilitazione a partire dai posti di lavoro, aperta e senza preclusioni, che tenda a contrastare l’attacco complessivo contro i lavoratori e, nello specifico delle pensioni, per:

- Esprimere il sonoro dissenso dei lavoratori al trasferimento del TFR nei fondi

- Ripristinare la pensione pubblica, finanziata con il sistema a ripartizione e calcolata con il metodo retributivo

- Agganciare le pensioni alle dinamiche salariali

- Separare la previdenza dall’assistenza (come la legge già prevede), finanziando quest’ultima attraverso la fiscalità generale

- Prevedere forme di copertura previdenziale per i periodi di non lavoro dei lavoratori precari, finanziate attraverso una contribuzione aggiuntiva a carico dei datori di lavoro che fanno ricorso a dette condizioni contrattuali

- Prevedere per il TFR conservato dai lavoratori, lo stesso trattamento fiscale riconosciuto per il TFR inserito nei fondi pensione.

- Incrementare il tasso di rivalutazione del TFR, quale reale forma di sostegno al reddito per i periodi di non lavoro

- Istituire presso l’INPS un fondo di riserva per le pensioni, di ausilio per eventuali e/o futuri problemi di bilancio dell’ente (sul modello adottato dalla Francia), finanziato, tra l’altro, con il disavanzo attivo delle gestioni previdenziali dei lavoratori dipendenti e da una tassa di scopo da istituire sulle rendite finanziarie

L’assemblea ritiene che le adesioni coatte ai fondi pensione imposte con il silenzio-assenso debbano essere annullate e che debba essere ottenuta la possibilità di recesso dai fondi di chi ha deciso di versarvi il TFR. L’obbiettivo dall’apertura di vertenze ed azioni di lotta deve rientrare nei nuovi compiti improrogabili.


L’assemblea ritiene quindi indispensabile:
eliminare lo “scalone” previsto dalla precedente riforma mantenendo l’età di pensionamento a 57 anni con 35 di contributi, in una prospettiva di un più generale abbassamento dell’età pensionistica
non abbassare i coefficienti di calcolo delle pensioni, ma invece il migliorare le pensioni più basse e garantire a chi oggi è giovane un futuro con una pensione dignitosa
separare la previdenza dall’assistenza
imporre da subito il riconoscimento dei lavori usuranti
eliminare tutti i privilegi pensionistici a partire da quelli dei politici
sottoporre al voto dei lavoratori qualunque ipotesi di accordo sulla materia in oggetto

Per l’immediato l’assemblea si riconvoca lunedì 18 giugno alle 21, nella stessa sede RSU del Comune di Milano, per dar vita a un coordinamento operativo, realizzare un volantinaggio di massa per la prossima settimana e organizzare un presidio su TFR e difesa della pensione pubblica, con gli obbiettivi di:
1. fare un ulteriore sforzo affinché la gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori non rimanga prigioniera del trasferimento del TFR attraverso la trappola del silenzio-assenso
2. costruire iniziative di lotta e sciopero contro le politiche di controriforma pensionistica del governo, e, laddove le RSU siano già in grado di realizzarle, proclamarle per il 21 e 22 in contemporanea alle iniziative dei metalmeccanici (per diffondervi questi contenuti) e prepararsi ad una mobilitazione nazionale.
3. costruire un’iniziativa forte in prossimità dell’apertura del tavolo sulla previdenza - ricercata attraverso un ampia convergenza con organismi sindacali e di lotta che si oppongono alla privatizzazione delle pensioni - che sappia rilanciare e mettere in campo una propria autonoma proposta in difesa della pensione pubblica, discussa e condivisa con tutti i lavoratori