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COMUNICATO STAMPA: Slai Cobas Serra San Bruno (VV)

COMUNICATO STAMPA

La bozza di piano sanitario regionale presentato dall’assessore Lo Moro e sbandierato come il toccasana per risolvere finalmente la ormai cronica precarietà in cui versa la sanità in Calabria, non è altro che fumo negli occhi.

Vengono previsti sostanziali tagli ai servizi sanitari,  mentre viene invece mantenuta praticamente intatta l’inutile e costosa macchina burocratica  che ha costi uguali se non superiori solo a quella politica. Si continua inoltre con l’aziendalizzazione, con i  sistemi incentivanti, con le  privatizzazioni, e si accentua il processo di centralizzazione delle strutture, quando è proprio tutto questo che ha affossato la sanità calabrese.   

    

     E per spargere questo fumo si inscenano convegni pubblici, come quello di domenica scorsa a Serra San Bruno, dove a parlare sono solo gli interessati difensori del piano sanitario e viene negato il dibattito (a loro dire per ragioni di tempo) per tacitare qualunque voce critica.   Si materializza così (ma solo nella mente dei relatori) una sanità  da fantascienza mentre la realtà è sotto gli occhi di tutti: gli ospedali vengono depotenziati e sostanzialmente chiusi (vedi Soriano e Chiaravalle trasformati in centri di lungodegenza, per non parlare di Nicotera, tanto per rimanere nella nostra zona).  

    L’ospedale di Serra San Bruno, secondo i difensori del piano sanitario, viene potenziato, ma la realtà dice il contrario. Rimane un ospedale per acuti, ma in quali condizioni?

Le UU.OO. presenti sono tali solo sulla carta, impossibilitate a funzionare normalmente per mancanza di personale e attrezzature medicali;  quello che  viene ancora garantito lo si deve alla volontà dei pochi operatori rimasti.  L’atto aziendale del marzo scorso ha depotenziato l’U.O. di ostetricia-ginecologia e punto nascita da struttura complessa a struttura semplice (il che significa minore capacità operativa), struttura che poi è stata chiusa e non si sa quando riaprirà.

      Il P.S.R. fa passare per aumento di posti letto quella che in realtà è una sostanziale diminuzione: se si va a leggere gli atti ufficiali regionali relativi alle dotazioni organiche e al numero dei  posti letto per l’ospedale di Serra San Bruno i posti letto dovrebbero essere 119 (ma in realtà sono solo 69). Il piano sanitario ne prevede   82, 37 in meno rispetto a quelli previsti attualmente.  Quanti saranno i posti reali futuri? Ci sarà il potenziamento in termini di personale e di attrezzature per permettere il regolare funzionamento dei servizi o, al di là delle promesse, perdurerà l’attuale situazione di precarietà?  Quali UU.OO. complesse saranno mantenute? Alla fine ci potremmo trovare con le sole UU.OO. di medicina e cardiologia e con una chirurgia a mezzo servizio, cioè più o meno la stessa situazione dell’ospedale di Soriano Calabro, che si avvia ad essere  trasformato in centro di lungodegenza.

Quando finirà la fase dei convegni e delle parole, a questi interrogativi bisognerà rispondere con i fatti e tutti i nodi verranno al pettine. Staremo a vedere.   

 

SLAI – Cobas Serre Calabre

Serra San Bruno lì 19/06/2007