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SLAI Cobas ATM:

Dopo il polverone sollevato, in data 05/07/2007, a tempo cioè ampiamente scaduto, timidamente è uscito fuori in poche località ATM un accordo datato 22/06/2007 (???) fra CGIL, CISL, UIL, ORSA, ATM e persino Autoguidovie. Il frastuono provocato nei giorni scorsi dai lavoratori di Salmini non firmatari della carta che ATM aveva messo sotto il naso, ha scombussolato tutti i piani: pensavano che tutti entusiasticamente avrebbero firmato al buio il papocchio pur di rimanere in ATM e nel contempo avvallare così quello che doveva essere il vero accordo (quello non datato specificato nella carta firmata dai tanti tra il 22 e il 26 giugno) che a nostro avviso avrebbe contemplato anche le 39 ore per tutte le linee interurbane ATM.


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Alla faccia della trasparenza. Questo striminzito accordo che dichiarano di aver firmato in data 22 giugno esce solo ieri: è evidente che i dubbi sulla veridicità della data della sottoscrizione dell’accordo sono enormi. È talmente scremato che contiene né più né meno quello che recita l’art. 10 del capitolato di gara: cioè l’intesa tra le parti a rimanere o passare ad Autoguidovie, che vogliamo ricordarlo non ha mai fatto richiesta di personale ad ATM. Pare allora che il casino alzato da chi non ha firmato ha praticamente bloccato, o solo rinviato, l’aumento di orario di lavoro, a meno che non c’è sottobanco qualche altro accordo.

 

Qui scatta la vendetta di ATM che si è letteralmente accanita contro un lavoratore non firmatario dell’ inutile e truffaldina  carta trasferendolo in maniera coattiva ad Autoguidovie con il semplice pretesto che non ha firmato la carta che tra l’altro ci risulta essere diversa da quella contenuta nell’accordo del 22 giugno 2007 (???), e che anche il delegato sindacale Slai-Cobas non ha firmato. Chiaramente  non tutti i sindacalisti, per senso del pudore, hanno avuto il coraggio di esporre questo accordo nelle rimesse. Siamo in presenza di un nuovo piccolo porto delle nebbie in ATM. A quanto pare sono dei veri specialisti in questo senso, diversamente non si spiegherebbe la voragine di 19 milioni di euro accumulata dalla dirigenza ATM (vero dottor Massetti?).

 

piuttosto che trasferire un lavoratore contro il suo parere il nostro inappellabile giudizio in nome del popolo italiano è quello di licenziare l’intera classe dirigente aziendale

 

Vogliono coprire le loro malefatte con piccoli artifizi. Si fanno tranquillamente trascinare in tribunale, tanto anche in caso di giudizio negativo il danaro non viene scucito dalle loro tasche, c’è sempre pantalone che paga. Il nostro rammarico è che, coinvolti in questo giro, ci sono anche quei sindacalisti che si prestano a malefatte di ogni genere.

 

Cosa sono questi, lavoratori, se non i primi scoppiettii di tutto un processo generalizzato di privatizzazione del TPL che, come lavoratori, ci vedrà sempre di più al centro dei tiri incrociati tra aziende e sindacati? L’unica speranza che abbiamo è che prima o poi  l’orgoglio operaio venga fuori, quell’orgoglio che può e deve sconfiggere la rassegnazione che serpeggia. Quell’orgoglio che può ridare dignità e giustizia in una società che invece è sempre più corrotta e barbara.

 

Milano, 06 luglio ’07