Esempio di aspetto di una sezione blog (sezione FAQ)

Il governo Prodi continua a bastonare i lavoratori. Costruiamo a Roma l’opposizione al protocollo Damiano del 23 luglio

Anche per nostra pressione a Roma si fa questa iniziativa. A Milano,Torino, Napoli e Milano se si cerca di caratterizzare la discussione in questa maniera è possibile dare contenuti più radicali e continuità alla mobilitazione.



A tutte le lavoratrici e i lavoratori e a tutti i settori sociali proletari che avvertono l’esigenza di costruire un percorso di lotta reale unitario e trasversale contro questo infame protocollo.

 

L’attacco del governo Prodi-D’Alema-Bertinotti contro lavoratori, precari e disoccupati  continua a essere pesantissimo. Il protocollo Damiano, siglato da CGIL/CISL/UIL (con il dissenso delle due correnti CGIL – Rete 28 aprile e Lavoro e Società – e della FIOM) ne è un’ulteriore conferma. Rappresenta una sorta di “Patto per l’Italia” di berlusconiana memoria, questa volta però approvato con l’accordo delle tre principali centrali sindacali.

Già a dicembre dell’anno scorso il dibattito avviato sullo scippo del TFR aveva dato luogo a proteste a Mirafiori, nel corso di un’assemblea in cui Epifani e gli altri erano stati contestati. A maggio e giugno di quest’anno, l’annuncio della riforma delle pensioni (parte del protocollo) ha fatto scattare scioperi spontanei in alcune fabbriche del Nord.

Lo stesso voto contrario della FIOM nazionale (al quale, furbescamente, la FIOM stessa decide di non far seguire alcuna azione concreta) è il sintomo che tra vasti settori di lavoratori il malcontento è diffuso  e non può essere ignorato.

È necessario lottare in maniera coordinata e unitaria, avendo chiaro che l’unico modo per respingere il pacchetto di misure antiproletarie del Governo è quello della lotta, una lotta che non può che essere costruita a partire dal basso, dai posti di lavoro e dalle piazze.

La convocazione di uno sciopero generale per il 9 novembre da parte del sindacalismo di base è una risposta a questa situazione; diciamo però che tale risposta non è all’altezza di quanto ci saremmo aspettati.

Anzitutto nella costruzione: gli scioperi incisivi (e non solo di bandiera) si costruiscono cercando la massima unità tra i lavoratori su un obiettivo concreto e definito di sciopero, e costruendo lo sciopero come una

iniziativa trasversale che punti a coinvolgere tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che sono contro gli accordi, per esempio lanciando comitati di sciopero dal basso.

Per questa via, peraltro, si sarebbe riuscito a costringere tutte le varie forze sindacali che si sono espresse – in vario modo – contro l’accordo a fare i conti con un appello chiaro a passare dalle parole ai fatti, a prendere misure di forza da subito, coordinate, unitarie e più ampie possibili nei luoghi di lavoro.

E poi nella scelta della data di sciopero: dall’8 al 10 ottobre i firmatari CGIL/CISL/UIL faranno votare i lavoratori sull’accordo, in quella che essi definiscono “consultazione certificata”.

Questa consultazione promossa dai Confederali (e invocata dal Governo come strumento democratico che i lavoratori devono usare al posto dello sciopero) è una truffa, come già accadde con il referendum sulla legge Dini del 1995, il cui risultato è scontato, e talmente “democratica” che è vietato nelle assemblee rappresentare le ragioni del NO all’accordo.  

Lo sciopero il 9/11 è il frutto di una mediazione tra le varie organizzazioni che esprime preoccupazioni di piccolo cabotaggio. Piazzare lo sciopero addirittura 30 giorni dopo la consultazione truffa significa chiaramente sacrificare l’opportunità, non certo frequente, di dare battaglia contro la politica sociale ed economica del governo.

Secondo noi, la strada per costruire una opposizione efficace è quella indicata da quei settori di lavoratori che nei mesi scorsi hanno provato a lottare malgrado la cappa di piombo imposta dalle direzioni confederali.

Discutiamo delle iniziative di lotta da prendere prima della consultazione truffa (8-10 ottobre)  e discutiamo della prossima assemblea nazionale “di movimento” convocata dai firmatari dell’assemblea del 12 settembre per il 7 ottobre.

ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA ROMANA CONTRO IL PROTOCOLLO DAMIANO

 

A ROMA il 26 SETTEMBRE 2007 alle ORE 17,30 presso la sede di CLARO a via Passino, 20 (Metro B Garbatella)

 

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Roma, 20/09/07