Esempio di aspetto di una sezione blog (sezione FAQ)

SLAI Cobas IBM Roma: referendum welfare-pensioni

Risultati in IBM Italia Roma: vince il NO. votanti 498 - SI 202 - NO 296
 

NO all’accordo del 23 Luglio!!!

 

La storia recente ci dice che è giusto votare NO:

 

* Nel 1985 al referendum sul taglio alla scala mobile che allora tutelava i salari dall'inflazione vinse il Sì: da allora per i salari NON è andata meglio

* Nel 1993 al referendum sull'accordo per la concertazione che legava i salari all'inflazione programmata e alla produttività e che introduceva il lavoro flessibile vinse il Sì: da allora per i contratti e per i diritti NON è andata meglio

* Nel 1995 al referendum sulla riforma Dini delle pensioni, che portava a 57 anni l'età minima per andare in pensione e che introduceva il disastroso calcolo contributivo per le future pensioni dei giovani, nonostante il no dei metalmeccanici, vinse il Sì: da allora per le pensioni dei giovani e di chi lavora senza privilegi NON è andata meglio.

 

I contenuti di quest’accordo, che tradisce il programma elettorale dell’Unione nonchè le aspettative e le richieste dei lavoratori, ci dicono che è necessarrio votare NO perchè:

-          Il famigerato scalone Maroni viene riconfermato, con l’introduzione degli scalini si conferma di fatto l’innalzamento dell’età lavorativa di 5 anni, solamente i lavoratori nati tra ’51 e ’52 hanno dei leggeri miglioramenti;

-   Vengono introdotte 2 finestre di uscita anche per le pensioni di vecchiaia, costringendo le donne ad andare in pensione oltre i 60 anni e gli uomini oltre i 65

-   Si vanifica il provvedimento di maggior favore nei confronti dei lavori usuranti, con il tetto di 5.000 pensionamenti l’anno, a fronte di una platea di 1.400.000 addetti (ciò significa che potrà fruirne non più di un lavoratore usurato su otto);

-    per i lavoratori soggetti al regime contributivo (i giovani che a dicembre del 1995 avevano meno di 18 anni di contributi) i coefficienti di trasformazione saranno ridotti dell’8% a partire dal 2010 e ulteriormente negli anni seguenti determinando un’abbassamento della loro futura pensione.

-    Si mantiene tutto l’impianto della attuale precarietà e tutta la legge 30, mantenendo cioè quello che è stato definito il “supermercato” dei contratti di lavoro;

-    Si legittima la ripetizione senza limiti temporali, senza causali e senza tetti quantitativi dei contratti a tempo determinato, peggiorando l’attuale legislazione;

-   Si attua una gravissima decontribuzione delle ore di straordinario, producendo nei fatti ulteriori regali alle imprese, un innalzamento dell’orario di lavoro, nuovi ostacoli alla creazione di occupazione stabile e un nuovo danno alle casse dell’INPS;

-    Si è rinunciato ancora una volta a separare la previdenza dall’assistenza (già prevista per legge), continuando a far gravare sull’INPS oneri impropri, continuando a regalare alla cassa previdenziale dei dirigenti d’azienda fondi pagati dai lavoratori dipendenti;

-   Si è definitivamente “incassato”  senza alcuna contropartita l’aumento dello 0,30% dei contributi scattato da gennaio

 

Dopo anni di politiche liberiste che hanno arricchito i soliti noti (imprese, banche, finanziarie...) vengono ancora negati diritti e forme di risarcimenti sociali per i  lavoratori, pensionati, precari e giovani.

 

Basta contraddizioni!

Dicono di volerci al lavoro più a lungo e  poi autorizzano le mobilità!?

Basta precarietà, scaloni e scalini!

 

Votiamo NO

SLAI Cobas IBM Roma