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SLAI Cobas RHO: ALL'ARCHIMICA NON DEVE PASSARE NESSUN LICENZIAMENTO

In questi ultimi anni ad ogni fabbrica imbandierata con le sigle di categoria di CGIL,CISL e UIL, era naturale affermare che quella fabbrica stava  chiudendo con l’appoggio sindacale.

All’Archimica insieme alle bandiere dei  confederali  sono  apparse anche quelle dello Slai Cobas, con le stesse   bandiere stese al sole  da 10 anni, i compagni dello Slai Cobas hanno mantenuto il posto di lavoro e lo stipendio ai lavoratori dell’ex Alfa Romeo scaricati dai confederali e dai politici.

Nella  Archimica  di Origgio la nostra presenza, due delegati nella RSU, ha creato le condizioni per una risposta diversa alla direzione, ha messo in luce i limiti dell’azione sindacale concertativi smascherando fino in fondo le contorsioni che, in questo caso i dirigenti della (Femca Cisl) Maurizio Ferrari, e (Filcam CGIL), Giuseppe Ferrario, sono stati obbligati a fare per giustificare il loro consenso alla politica di espulsione dei lavoratori dalla fabbrica.

Il loro articolo apparso su Varese newus, in perfetto stile padronale, si  lamentano delle difficoltà in cui versa l’azienda gia dal 2003, e dicono che  ( chi è onesto intellettualmente non può non riconoscerlo),  sottolineando che allora la procedura di licenziamento per 52 dipendenti era stata scongiurata dall’intervento della Fulc, accordandosi per la cassa In. Guadagni;  

Oggi  la presenza nella RSU dei delegati dello Slai Cobas e la partecipazione dei compagni del coordinamento provinciale, ha radicalizzato la lotta e fatto arrabbiare i padroni i quali sono passati dalla mediazione allo scontro diretto,  avviando le procedure di mobilità/licenziamento per 85 operai.

Ci domandiamo quale onesta intellettuale ci vuole per affermare queste stupidaggini.

Ai burocrati sindacali che hanno tentato di nascondere la loro responsabilità al fatto che 85 operai possano trovare la lettera di licenziamento sotto l’albero di Natale, accusando che la radicalità degli operai, ricordiamo che le conquiste dei lavoratori sono state ottenute con le lotte come quelle dei 5 giorni di sciopero, e che la loro politica di collaborazione ha creato le condizioni alle sconfitte che migliaia e migliaia di lavoratori stanno pagando con il precariato, i bassi salari, le ristrutturazioni,  i licenziamenti..

Se il nostro intervento è servito a radicalizzare lo scontro ne rivendichiamo la paternità senza tentennamenti, siamo convinti invece che il decisionismo dell’azienda nasce dal fatto che sa di aver dalla sua parte proprio la Femca e la Filcem con tutti i loro burocrati, ma soprattutto è cosciente del fatto che gioca a loro favore  l’isolamento in cui è stata tenuta la vicenda e il terrorismo psicologico fatto ai danni di coloro che hanno dimostrato più combattività.

Dal canto nostro indichiamo ai delegati dello Slai Cobas di non firmare nessun licenziamento e sottolineiamo che in queste occasioni i lavoratori devono far emergere il bisogno della resistenza di classe alla ristrutturazione e ai licenziamenti, all’arroganza dei padroni.

I dirigenti dell’Archimica sicuramente vogliono   aumentare l’efficienza dei loro impianti, (è gia successo che la stessa produzione è stata assicurata da meno  personale), questa è un esperienza che hanno capitalizzato, non possiamo dire con certezza ma non ci meraviglieremo,  se l’azienda dovesse riuscire a cacciare tutti questi lavoratori, se  tra qualche tempo entreranno lavoratori con contratti interinali, delle cooperative o lavoratori in nero, magari assunti da  qualche cooperativa rossa gestita da sindacalisti o politici di sinistra.

Ai lavoratori e ai delegati con molta onestà diciamo che la situazione della Archimica è la situazione che si trovano davanti lavoratori di altre fabbriche, siatene certi qualsiasi sacrificio i burocrati del sindacato vi convinceranno di fare questo non scongiurerà ulteriori ristrutturazioni e riduzione del personale, se l’azienda ne avesse bisogno. 

In tutti i luoghi di lavoro dobbiamo cominciare a rispondere duramente quando si prospetta qualsiasi forma di licenziamento, non possiamo aver paura per sempre, in questo caso peggio del licenziamento cosa ci può essere ?  Resistere oggi non serve solo agli operai dell’Archimica ma tutti gli altri che si trovano nelle stesse situazioni e non vedono nessun luce in fondo al tunnel.

 

  • LO SLAI COBAS RESTA FERMAMENTE CONVINTO CHE NON SI FIRMA PER MANDARE A CASA I COMPAGNI DI LAVORO.
  • SIAMO CON I LAVORATORI SE SI DECIDERA’ DI RILANCIARE LA LOTTA , CERCANDO LA SOLIDARIETA DEGLI ALTRI LAVORATORI,  ALLARGANDO IL FRONTE DI LOTTA ESPORTANDOLO NELLE FABBRICHE DELL’AREA.
  • LE BATTAGLIE CHE SI PERDONO SONO QUELLE CHE NON SI COMBATTONO,  ALL’ARCHIMICA SIAMO SOLO ALL’INIZIO, LOTTARE E’ UN DOVERE RISISTERE UNA NECESSITA’  !