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Volantino; morti sul lavoro a cura dello SLAI Cobas Prato

LACRIME DI COCCODRILLO

Stanno piangendo tutti per la tragedia della ThyssenKrupp, dove sono morti 4 operai. Bruciati vivi, arsi come torce umane.  Altri 3 sono in gravissime condizioni con ustioni sul 90% del corpo.

 

Stanno piangendo tutti: sindacalisti, politici, confindustriali, nessuno escluso, le lacrime e le condoglianze si sprecano in questi momenti, così come si sprecano le parole e i discorsi di circostanza, tutti a cercare i colpevoli, tutti a dire che non deve succedere più, a riempirsi la bocca che ci vuole più sicurezza sul lavoro. E’ stata indetta, per sentirsi con la coscienza a posto, anche una giornata di sciopero, oltre a 3 giorni di lutto.

 

Di questi 4 omicidi sul lavoro, a differenza di sempre, se ne stanno occupando ad ampie pagine anche le cronache nazionali e televisive, che generalmente per un morto sul lavoro non sprecano più di qualche trafiletto o qualche  notiziola sulle cronache locali . Tanto vale di solito la vita di un operaio.

 

Quelle che si stanno sprecando adesso sono lacrime ipocrite, lacrime di coccodrillo, lacrime di chi, con la sua politica di ricatto, di precarizzazione, di impoverimento dei salari, costringe i lavoratori a stare fino a 12 ore al giorno in fabbrica per poter portare a casa una busta paga che gli permetta di arrivare alla fine del mese.

 

Le buste paga dei lavoratori italiani sono le più basse d’Europa insieme a quelli dei portoghesi, e, cosa peggiore, continuano, nell’indifferenza generale, a perdere potere d’acquisto ogni giorno.

I padroni italiani possono contare sulla Legge Biagi, la più favorevole in assoluto in tutta Europa, per precarizzazione e flessibilità del lavoro.

E’ italiano il triste primato europeo di morti sul lavoro, 1302 nel 2006, (28 in più rispetto al 2005) e si prevede un nuovo aumento per quest’anno.

Anche le malattie professionali sono in aumento così come stanno crescendo gli incidenti non mortali, questa è la riprova che più aumenta lo sfruttamento ed il precariato, più aumentano gli incidenti,  ma  quale fatalità!

 

Eppure chi dovrebbe legiferare (governo di centrodestra di Berlusconi, o di centrosinistra di Prodi non fa differenza) e  chi  si è preso il monopolio di poter firmare contratti e accordi in nome della classe operaia

(cgilcisluilugl) continua a svendere salari, diritti, salute e condizioni di vita di chi lavora, per  regalare soldi, leggi, e normative a padroni sempre più avidi.

 

E’ soltanto di due mesi fa l’accordo Governo sindacati confindustria che non solo riconferma in toto tutte le forme di precariato possibili immaginabili, ma di fatto allunga la vita lavorativa peggiorando la legge sulle pensioni, che con i cosiddetti scalini porta (entro il 2013) a 62, gli anni di età necessari per andare in pensione, e fa salire a 40 anni  (prima erano 35)  la contribuzione necessaria per andare in pensione senza vincoli di età anagrafica. Questo accordo tra le altre oscenità, prevede la defiscalizzazione degli straordinari favorendone di fatto il ricorso, a scapito sia dell’occupazione, sia della salute dei lavoratori.

 

Lo sfruttamento del sistema capitalistico a cui i sindacati confederali sono completamente assoggettati per non perdere i privilegi acqusiti nel tempo, sono la causa principale dell’aumento degli infortuni e dei morti sul lavoro.

 

1300 morti  all’anno sono il prezzo che i lavoratori sono costretti a pagare per poter lavorare. Sono il prezzo del profitto, del precariato, dei bassi salari, che costringono gli operai ad orari fino a 12 ore al giorno per poter sbarcare il lunario. Sono il prezzo delle condizioni di lavoro, dei contratti, e dei ricatti, che i lavoratori sono costretti ad accettare per poter sopravvivere.

 

Dire basta ai sindacati concertativi e autorganizzarsi con i Cobas è necessario per migliorare le nostre condizioni di vita e di lavoro. Ribellarsi allo sfruttamento imposto dai padroni e dal capitalismo è l’unico sistema per iniziare a dire basta alle morti sul lavoro.        

 

SLAI COBAS PRATO