Non c’è l’accordo alla Gls, a Cerro clima ancora teso

Cerro Resta alta la tensione alla Gls di Cerro al Lambro. Dopo la manifestazione di martedì sera, infatti, l’accordo tra le parti sembra lontano. Almeno a sentire Aldo Milani, coordinatore provinciale dello Slai Cobas: «Dopo il summit dell’altra notte - ha spiegato -, non abbiamo più avuto alcun confronto con i vertici della ditta di logistica. Da allora, insomma, non è cambiato nulla. Ecco perchè confermiamo lo stato di agitazione, mentre non escludiamo altre iniziative per i prossimi giorni. Perchè vogliamo tutelare davvero i diritti dei lavoratori». Le richieste di Milani sono chiare: «Vogliamo il pagamento di tutte le ore ordinarie e straordinarie lavorate ed una distribuzione più equa dei carichi di lavoro, delle turnazioni, dell’orario e degli straordinari - ha ribadito -. Ma chiediamo anche un’infermeria nel magazzino attrezzata per il primo soccorso e la sistemazione immediata e adeguata dei bagni per i lavoratori». Martedì sera i dipendenti della cooperativa Papavero (che lavorano nella ditta di logistica Gls) si sono radunati davanti all’azienda nella zona industriale di Cerro, dove hanno organizzato una manifestazione di protesta. «Su un totale di 80 lavoratori - ha commentato Milani - ben 56 hanno aderito al picchetto per impedire l’ingresso dei camion nella ditta di logistica». Alla cooperativa Papavero lavorano soprattutto giovani extracomunitari, in particolare eritrei, senegalesi e nordafricani, residenti per la maggior parte nella zona del Sudmilano. Ma con loro c’erano anche i lavoratori di Turate, Origgio, Settala e Brembio. Dopo l’arrivo del sindaco di Cerro Dario Signorini e di una quarantina tra carabinieri e poliziotti, attorno alle 2 di notte si è aperto il confronto tra i vertici dell’azienda di logistica e i rappresentanti sindacali, che però non ha sortito alcun effetto. Di qui la decisione di proseguire nello sciopero sino alle 5 del mattino, quando erano una ventina i camion fermi davanti ai cancelli della Gls. «E a questo punto - ha concluso Milani - pure i camionisti, settore anch’esso in profonda crisi, potrebbero unirsi agli altri segmenti della logistica nella lotta per trovare condizioni di lavoro migliori». Interpellato sulla questione, il responsabile della Gls ha preferito evitare ogni tipo di commento.St. Cor.