I SOCI/E-LAVORATORI DELLA COPERATIVA “PUNTO SERVICE” SI SONO ORGANIZZATI NELLO SLAI COBAS

I soci lavoratori delle cooperative sono i nuovi sfruttati del lavoro, mentre loro faticano altri, i soci onorari i responsabili e presidenti,  si arricchiscono.

Lo sfruttamento del lavoro salariato da sempre arricchisce imprenditori e capitalisti di ogni risma, con le cooperative  siamo arrivati alla  beffa oltre che al danno, i soci e le socie infatti sono imprenditori di loro stessi.

E’ difficile comprendere come fanno a fruttarsi da soli,  di loro iniziativa si impongono turni di lavoro senza pause pranzo, che vengono decisi settimana per settimana o giorno per giorno, con stipendi più bassi e con più ore di lavoro settimanale, dei lavoratori dipendenti.

Sono anche obbligati a portarsi  a casa le divise, la cooperativa non garantisce nemmeno questo elementare servizio,  con  il rischi di infettare tutta la famiglia visto che lavorano in ambienti a rischio biologico.

Alla faccia dell’associazione mutualistica. Se è vero che  le cooperative in Italia nascono per distribuire ai soci i guadagni del lavoro svolto  e per promuovere il benessere di socie/i  e  delle loro famiglie; la realtà oggi è ben diversa,  sono diventate una delle peggiori forme di sfruttamento. 

I lavoratori, mascherati da imprenditori  perdono la dignità sul lavoro, la salute,  prendono meno soldi di stipendio rispetto ai lavoratori dipendenti.  Infine subiscono il ricatto del licenziamento perché per loro non agisce l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Questa situazione di comodo per i padroni,  si sta generalizzando, le amministrazioni pubbliche, i padroni privati, appaltano il lavoro alle cooperative perché i dipendenti costano di meno, perché hanno meno diritti e sono più ricattabili, tutto per il profitto e i guadagni, sotterrando i bisogni più elementari di chi lavora.

Chiedere di  lavorare in sicurezza senza il fiato sul collo di capi e capetti, di lavorare  senza essere oberati di lavoro, con organici sufficienti e con i Dispositivi di Protezione Individuali, come guanti e mascherine monouso, sono obiettivi che spaventano i soci onorari e chi dirige,  perciò negati.

Dobbiamo dire un forte no al moderno caporalato, i lavoratori della “Casa di riposo per Coniugi” di via dei 500 a Milano, non hanno più fiducia nelle organizzazioni sindacali confederali, spesso ammanicate con le cooperative se non diretti gestori delle stesse e si sono  organizzati nello Slai Cobas,  tutti insieme riusciremo a difendere i diritti di questi lavoratori.   Dobbiamo aprire il contenzioso con tutti coloro che ci stanno su:

Riduzione dell’orario di lavoro a 36 ore settimanali senza riduzione dello stipendio.

Turni di lavoro fissi e ricorrenti, per  poter organizzare la propria vita  sociale e assicurare il necessario riposo.

Aumenti di stipendio che recuperino l’aumento del costo della vita.

Smascherare il rapporto societario e far assumente tutti i soci come lavoratori dipendenti.

NO ALLA RIDUZIONE DELLE ORE SETTIMANALI E DEGLI OPERATI PER PIANO

 

MARTEDI’ 22 GENNAIO DALLE ORE 13,30 ALLE ORE 15,30 ASSEMBLEA RETRIBUITA PRESSO LA SALA POLIBVALENTE DELLA CASA DI RIPOSO.

PARTECIPATE NUMEROSI