ARESE. Il sindaco riceve i sindacati e ribadisce il suo sogno: un campus all'Alfa

FORNARO MEDIA TRA COBAS E INNOVA SERVICE

La Prealpina, sabato 11 luglio 2009

ARESE – Che fosse uno dei primi problemi da affrontare, Gianluigi Fornaro lo aveva ben chiaro sin dall'inizio. Ora sa che l'Alfa Romeo sarà un tema chiave del suo mandato. Ieri mattina il neo sindaco di Arese ha ricevuto in municipio, con l'assessore Salvatore Crisafulli, una delegazione dello Slai Cobas del Biscione alle prese con la cassa integrazione imposta da Innova Service (società che nell'Alfa business park ha assunto decine di operai) a 69 ex tute blu. Fornaro ha dialogato con i sindacalisti un paio d'ore e alle 14 ha incontrato la responsabile della società di servizi. “Angela Di Marzo -spiega Fornaro- mi ha detto di avere dovuto adottare la cig perchè Innova ha perso un sacco di commesse: altre strutture analoghe offrono prezzi più competitivi nel comparto e c'è difficoltà a ricevere lavoro. Però si è dimostrata fiduciosa di potere, a settembre, avviare nuove opportunità occupazionali. Da parte mia c'è la massima disponibilità a trovare un punto d'incontro: il lavoro va tutelato e Innova sembra pronta a collaborare”. Fornaro ha poi illustrato il quadro ai Cobas, che alle 17.30 sono stati ricevuti in Prefettura a Milano. “Li ho invitati a mantenere la calma – dice – Con la tranquillità un punto d'incontro si trova, con il muro contro muro spesso non si ottiene nulla. Nessuno vuole che la gente resti a casa.

Lunedì visiterò la Innova.

Auspico che tutto si possa risolvere nel modo migliore possibile”.

L'Alfa è un tema chiave per Arese. Che idea si è fatto?

“La riorganizzazione coinvolge 5 comuni, anche se su Arese insiste la maggior parte dei terreni -dice Fornaro- Tra istituzioni e proprietà privata sono stati attivati dei tavoli: da anni se ne parla e ancora siamo fermi al palo, vorrei si cominciasse ad accelerare un po' i tempi. I diversi progetti vanno concertati con tutti gli organi preposti, compresa la parte sindacale”.

Cosa immagina in quell'area?

“Vedo un terziario avanzato e, spero, anche artigianale. Se si volesse inserire uno spazio commerciale, sono pronto a discuterne. Il mio sogno è di vedere un campus universitario dove scuola e ricerca dialoghino, con alloggi per studenti e professori e impianti sportivi. Tutto, però, va concertato. Sarebbero utili degli spacci aziendali, dove le imprese possano vendere in loco ciò che producono. Poi si deve parlare di infrastrutture, collegamenti e posti di lavoro. So che le rappresentanze sindacali hanno lì il loro cuore, ma è impensabile trasferire in quell'area mega realtà produttive di carpenteria pesante. Se tutti insieme lavoriamo per una nuova occupazione e centri servizi, possiamo ragionare anche su un commerciale che generi lavoro”.

Fornaro pensa a una stretta collaborazione sul fronte Rho-Pero e su Expo: vuole sedersi ai tavoli in cui si discute di Fiera e ha gli occhi puntati su ciò che resterà in zona dopo il 2015, “ragionando di infrastrutture e di impatto sociale”.

Nel pomeriggio Corrado Delle Donne e Renato Parimbelli, dello Slai Cobas, sono stati ricevuti dal vice prefetto Tortora e dal capo di gabinetto di Lombardi che volevano essere aggiornati sulla situazione.

 “Possiamo arrivare a un accordo con Innova -dicono i sindacalisti-

Vedere decine di persone in cig che vengono a lavorare comunque è un'azione forte.

Intanto, abbiamo trovato un accordo su Caris, dove volevano licenziare 37 dei 98 dipendenti. Avranno contratti di solidarietà: lavoreranno meno ore ma rimarranno tutti”.

                                                                                                          Angela Grassi