CASSAZIONE: ROMITI CONTRO 100 OPERAI FIAT E LO SLAI COBAS

UDIENZA ALLA CORTE DI CASSAZIONE: CESARE ROMITI contro 100 operai ALFA/ FIAT
Il Procuratore generale respinge le richieste di Romiti Tra qualche settimana il deposito della sentenza


Roma, 5 ottobre 2009. Alcuni lavoratori dell’Alfa di Arese e dell’Alfa
di Pomigliano davanti alla Cassazione

Lunedì 5 ottobre 2009, presso la terza sezione civile della Corte di Cassazione, si è tenuta una causa intentata da Cesare Romiti e da Francesco Paolo Mattioli contro un centinaio di lavoratori Alfa Romeo e Fiat di Arese, Pomigliano, Torino, Termoli e Modena. Romiti e Mattioli, difesi dagli avvocati Franzo Grande Stevens, Anita De Luca ed Edoardo Pontecorvo, hanno chiesto la cancellazione della sentenza della Corte d’Appello di Torino del 2-12-2003 che ha confermato la sentenza del Tribunale civile di Torino del 31122002 con la quale gli stessi Romiti e Mattioli erano stati condannati al pagamento della somma di euro 1508,78 (oltre agli interessi legali) a ognuno dei cento lavoratori Alfa Romeo/Fiat che avevano fatto causa.
Questi lavoratori, con lo Slai Cobas, si erano costituiti parte civile nel processo penale di dieci anni fa sulla tangentopoli Fiat conclusosi a Torino con la condanna di Romiti. Successivamente, con cause civili, hanno chiesto e ottenuto un risarcimento per danni morali e materiali. Infatti il premio di produzione Fiat, allora legato agli andamenti del bilancio aziendale, era stato decurtato per effetto dei falsi in bilancio causati dai fondi neri usati dalla Fiat per pagare le tangenti ai politici. Ora Romiti, tra l’altro, ha chiesto l’annullamento delle sentenze di Torino perché adesso il falso in bilancio, grazie alla legge ad personam fatta nel 2002, non è più reato se non supera una certa percentuale del bilancio aziendale!


Roma, 5 ottobre 2009: alcuni lavoratori Fiat in Cassazione
con gli avvocati Roberto Lamacchia e Giorgio Marpillero


I nostri avvocati, Roberto Lamacchia e Giorgio Marpillero, hanno con decisione contestato le richieste degli avvocati della Fiat e di Romiti e Mattioli, chiedendo la conferma della sentenza di Appello. Al termine dell’udienza il Procuratore Generale ha chiesto alla Corte di rigettare tutte le richieste di Romiti e Mattioli e di confermare la sentenza di Appello. Fra qualche settimana sarà depositata la sentenza della Corte di Cassazione.
  1. Mentre in questi anni i lavoratori Fiat e Alfa Romeo sono stati supersfruttati, messi in cassa integrazione e licenziati,
  2. Mentre i lavoratori e i delegati più combattivi, a partire dai compagni dello Slai Cobas, sono stati oggetto di licenziamenti politici o segregati in reparti confino come a Nola,
  3. La Fiat ha fatto miliardi di profitti ed ha continuato ad incassare ogni anno palate di miliardi di soldi pubblici,
  4. Romiti ha incassato dalla Fiat una liquidazione di molte centinaia di miliardi e non ha fatto un solo giorno di galera. Tangenti e fondi neri in Fiat hanno portato qualche anno fa alla “condanna” di Romiti.
E ora ?
Recentemente Margherita Agnelli ha accusato Franzo Grande Stevens, Gabetti e altri di aver fatto perdere le tracce in vari paradisi fiscali all’estero di almeno un miliardo e mezzo di euro del padre Gianni Agnelli …

E allora gridiamo forte …
BASTA LICENZIAMENTI, LAVORO PRECARIO, SALARI DA FAME E CASSA INTEGRAZIONE ALLA FIAT !

Democrazia sindacale in Fiat e non sindacati di comodo!
Roma, 5 ottobre 2009

SLAI Cobas