Milano: alla "prima" della Scala lacrimogeni contro i cassaintegrati

Tensione per la protesta di centinaia di operai



MILANO 08/12/2009 - È arrivata anche sul palco la crisi. Con il minuto di silenzio dedicato dal pubblico della Scala alle migliaia di lavoratori in difficoltà. E per la crisi passerà alla storia la prima di ieri. Un clima pesante, con le forze dell’ordine in assetto anti sommossa a tenere sotto controllo la protesta di alcune decine di manifestanti ha accompagnato l’inizio della Carmen. Intorno alle 17, in particolare, si sono registrati momenti di tensione, quando è volato qualche spintone tra una trentina di persone e un gruppo di agenti. Lanciati anche alcuni fumogeni e uova.
uova, striscioni e fumogeni
Da una parte sono scesi in piazza gli operai dell’Alfa Romeo di Arese e quelli di alcune aziende in crisi del Milanese. Con in testa il fantoccio di Marchionne, i lavoratori hanno tentato per alcune ore di sfondare gli sbarramenti dei caschi blu, urlando la loro rabbia contro la crisi e la volontà di fermare la chiusura e il trasferimento a Torino di 232 lavoratori, previsto per la fine di marzo.

Dall’altro lato, con tromboni e fischietti, alcuni rappresentanti dei musicisti di tutta Italia, che lamentano i tagli al fondo unico per lo spettacolo e il mancato rinnovo del loro contratto da oltre quattro anni.
I gruppi appartenenti a Slc Cgil, Fials Cisal, Fistel Cisl e Uilcom Uil, fra cui i musicisti del Teatro Regio di Torino, i membri della Fondazione Carlo Felice e i rappresentanti del Teatro dell’Opera di Roma, hanno rivestito le transenne con striscioni rivolti al ministro alla Cultura Sandro Bondi e al presidente dell’Anfols, Franco Tutino. «Abbiamo sovrintendenti da mettere in galera - commenta Enrico Sciarra, segretario nazionale Fials Cisal - che non vogliono prendere atto della cattiva gestione della cultura. Vogliamo che la lirica resti una centro di produzione culturale. Faremo il giro d’Italia, sperando di non passare all’occupazione dei teatri».

Contro gli ospiti giunti ad assistere all’opera lirica, fra cui anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il lancio di uova e di un fumogeno verso il centro vuoto della piazza sono stati il culmine di un pomeriggio di tensione. Le proteste sono arrivate anche all’interno della Scala, dove gli orchestrali hanno deciso di rispettare un minuto di silenzio a inizio spettacolo per ricordare i lavoratori in cassa integrazione.

«sono momenti di difficoltà»
Rispondendo alle contestazioni, il sindaco di Milano Letizia Moratti ha commentato: «Le contestazioni sono l’effetto della crisi. Capisco anche i momenti di difficoltà e le proteste». Più duro il vicesindaco Riccardo De Corato: «Le proteste che stanno andando in scena sono una “presa in giro del ’68”, una farsa».


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