Slai Cobas: presidio alla Regione Lombardia, nel corso degli “Stati generali dell'economia e del lavoro”



I lavoratori Fiat in Cigs e i lavoratori ex Alfa Romeo del sito di Arese chiedono il rispetto degli accordi ed il posto di lavoro nel sito dell'Alfa
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Oggi pomeriggio alle ore 14 una delegazione di un centinaio di lavoratori Fiat in cassa integrazione e di lavoratori ex Alfa Romeo di aziende insediatesi nel sito Alfa di Arese hanno tenuto un presidio (vedi foto) davanti al Pirellone. Alla stessa ora nel palazzo della Regione Lombardia si sono riuniti, come pomposamente è stato detto, gli “stati generali dell'economia e del lavoro”, convocati da Formigoni con la presenza dei 70 principali padroni della regione, dei manager delle principali banche, della Confindustria, Cgil-Cisl-Uil, confcommercio, ecc..

Lo Slai Cobas, nel corso del presidio, ha proposto di usare i soldi che i padroni hanno rubato in tutti questi anni per dare lavoro a tutti, a partire dai nostri giovani, garantire salari e pensioni degne di questo nome a lavoratori e pensionati, dare una consistente integrazione al reddito ai cassintegrati, impedire lo spostamento di lavorazioni all'estero, ecc..

Lo strumento più adatto per reperire le risorse necessarie è una tassa sulle grandi ricchezze e patrimoni di lorsignori.

I lavoratori dell'Alfa Romeo e lo Slai Cobas hanno poi incontrato il direttore generale dell'assessorato al lavoro della Regione Lombardia al quale hanno contestato che l'accordo firmato a Roma un mese fa al ministero del lavoro con la Fiat, la Regione e i sindacati (Cigs per 2 anni e chiusura di Arese) è stato fatto senza la convocazione dello Slai Cobas.

I lavoratori dell'Alfa Romeo e lo Slai Cobas hanno perciò chiesto:
1.    che la Regione Lombardia non dia più un euro alla Fiat fin quando questa lascia sulla strada i lavoratori;
2.    che la Regione convochi anche lo Slai Cobas quando si discute della ricollocazione dei lavoratori Fiat, da ricollocare -secondo lo Slai Cobas- nell'area Alfa Romeo, ora anche Expo 2015;
3.    che la Regione sia garante delle aziende insediate nel sito, intervenendo contro aziende malavitose o spionistiche che sono sul sito dell'Alfa solo per licenziare i lavoratori;
4.    che la Regione garantisca i posti di lavoro delle aziende già insediate nel sito dell'Alfa ed eviti che sull'area

Alfa-EXPO 2015, ove Formigoni sbandiera prossimi 50.000 posti di lavoro, ci siano i soliti licenziamenti e le solite cassintegrazioni.

Per i prossimi giorni è stato fissato l'incontro con l'assessore al lavoro Rossoni. Lo Slai Cobas si augura che vengano date risposte concrete alle proposte fatte, in caso contrario continuerà la mobilitazione.

Milano, 26 aprile 2010                                        
SLAI Cobas