Piano Alfa, Expo, Tav: weed end di lotta



Arese, Lainate e Rho contro il Piano Alfa. E contro l'Expo 2015. Milano contro la precarietà. E contro l'Expo 2015. Val di Susa e Firenze contro la Tav. Sarà un fine settimana di mobilitazioni contro Grandi Eventi e Grandi Opere. Dopo la manifestazione di Messina che sabato scorso ha portato in piazza oltre 6mila persone per opporsi al Ponte sullo Stretto, continuano le proteste cittadine contro le speculazioni, tanto in nome di grandi eventi come Expo 2015, quanto del cosiddetto rinnovo infrastrutturale del Paese. I primi a mobilitarsi (sabato ore 9.30 dal piazzale della stazione di Rho) saranno i cittadini dell'hinterland milanese per protestare contro «la devastazione e il saccheggio» nascosto dietro al "Piano Alfa" ma anche contro il paventato sgombero dello "scomodo" (per le politiche di Expo) centro sociale Fornace di Rho. «Il 12 ottobre - spiegano i cittadini del Coordinamento a difesa del Territorio - il consiglio comunale di Rho dovrà ratificare il Piano Alfa che prevede, nell'area della ex fabbrica, l'insediamento di un nuovo mega centro commerciale con annessi alberghi, costruzioni residenziali, parcheggi e nuove strade nel poco verde rimasto». È questa, per i cittadini di Arese, Rho e Lainate e per tutte le realtà che sabato saranno in piazza, da Legambiente e le Acli passando per i partiti del centrosinistra, dal Pd al Prc, i sindacati (Cub, Fiom, Slai Cobas) fino ad arrivare ai centri sociali, «la prima pietra dei faraonici quanto inutili progetti connessi ad Expo 2015, evento creato ad arte per ingrassare le tasche dei soliti noti saccheggiando un territorio già martoriato da disoccupazione, precarietà e peggioramento del livello dei servizi pubblici».
Una della opposizioni più forti, quella degli attivisti del centro sociale Fornace, deve essere necessariamente messa a tacere: per questo da giorni si susseguono voci di un possibile sgombero della struttura. «Un tentativo - denunciano gli attivisti e, con loro, la segreteria provinciale Prc - di alzare il livello della tensione in vista del corteo di sabato». Contemporaneamente, al centro di Milano presso il circolo Arci Bellezza (via G.Bellezza 16/A) inizieranno (ore 10) i lavori degli Stati Generali della Precarietà: due giorni di dibattiti, assemblee, workshop su lavoro, grandi opere, precarietà, diritti, grandi eventi. Due giorni di confronto nati dal percorso decennale del MayDay, il primo maggio precario, che coinvolgeranno realtà italiane ed europee «per trovare insieme - spiegano gli organizzatori - strategie, azioni, percorsi per un autunno di lotte e azioni tanto nei luoghi di lavoro che sui territori». E se la giornata di sabato sarà caratterizzata dall'assemblea nazionale dei "Lavoratori uniti contro la crisi" (dalle ore 11), domenica si svolgerà l'incontro delle varie realtà presenti nell'assemblea plenaria (ore 14) che darà il via alle nuove mobilitazioni tanto contro la crisi che contro grandi eventi "speculativi", tra i quali si aggiunge la corsa alle Olimpiadi 2020 che sta monopolizzando l'agenda politica e imprenditoriale di Roma.
Sempre sabato, molte mobilitazioni, collegate tra di loro, che porteranno migliaia di persone in Val di Susa e a Firenze contro la Tav. In Piemonte l'appuntamento è alle ore 14 a Vaie per un corteo, indetto dalla Comunità montana che arriverà nel tardo pomeriggio a Sant'Ambrogio mentre a Firenze il concentramento della manifestazione è previsto alle 15.30 in piazza S.S. Annunziata. Sarà una giornata di lotta comune quella delle due popolazioni che si battono contro lo scempio di una delle valli più belle del nostro paese e contro «il folle tunnel - così dicono al Comitato contro il sottoattraversamento -che per ben sette chilometri passerà sotto una delle città d'arte più importanti del mondo». Il sottoattraversamento del capoluogo toscano, con due tunnel di sette km l'uno e una nuova stazione ferroviaria sotterranea, non solo «è inutile ai trasporti - denuncia il Comitato - ma dannoso per l'ambiente, la città e la salute delle persone a causa delle alterazioni che porterà alla falda acquifera, i danni che causerà agli abitazioni, senza calcolare le conseguenze dei cantieri, attivi per oltre dieci anni, sulla salute di almeno 60mila abitanti». Per non parlare del costo: oltre 3 miliardi di euro «per un'opera» spiegano dal gruppo provinciale della Federazione della Sinistra i consiglieri Andrea Calò e Lorenzo Verdi «che può essere ancora fermata, reindirizzando i fondi verso progetti alternativi: è infatti ancora percorribile la strada più logica, quella del passaggio in superficie dell'alta velocità, tutelando così l'ambiente ed evitando lo sperpero di denaro pubblico visto che questa eventualità avrebbe un costo complessivo di circa 300mila euro».

Daniele Nalbone - Liberazione, 8 ottobre 2010