La Procura archivia «Non c''è stata truffa sul caso Fiat Arese».

«Furono violati gli accordi. Fatti di rilievo civile verso i lavoratori»

Corriere della Sera, 20-6-2007

Va in archivio penalmente (non c'è reato), ma non storicamente e
sindacalmente, l'inchiesta sulle iniziative Fiat per l'Alfa Romeo di
Arese 1994/2004. Il pm Claudio Gittardi ha chiesto l'archiviazione
concludendo che i vari «protocolli hanno consentito alla Fiat di ridurre
il personale di Arese, usufruire degli ammortizzatori sociali, acquisire
titolo per contributi e finanziamenti, e ottenere l'impegno pubblico per
la riconversione dell'area Craa». Dal 2000 sono partite «iniziative che
indicano una precisa volontà di dismissione dell'area in favore di
società non svolgente attività produttiva» ma immobiliare. Solo che
«tale "non coerenza" rispetto ai contenuti dell'accordo di programma»
non è reato di truffa, perché «gli elementi non sono idonei a provare in
giudizio una preordinata volontà fraudolenta da parte dei responsabili
del gruppo Fiat nell'esposizione delle condizioni per l'erogazione dei
finanziamenti».
Invece può essere «una violazione di rilievo civile e contrattuale
quanto ai rapporti con i singoli lavoratori e le organizzazioni
sindacali, o fatto di rilievo amministrativo rispetto ad atti
convenzionali con soggetti pubblici». Il vero affare? L'hanno fatto
(anche qui senza truffa) le immobiliari, acquirenti delle ex aree Fiat
«a prezzi "calmierati" per effetto dell'accordo di programma».