SLAI Cobas Alfa Romeo: BASTA SPECULAZIONI LAVORO AD ARESE!

Per la Fiat ed il suo Amministratore Delegato “MARCHIONNE”, Arese resta cancellata dalla cartina geografica delle produzioni Fiat.

Da anni si parla delle prestigiose affermazioni dell’Alfa Romeo di Arese senza però dire che:

ad Arese tutte le produzioni, sia di carrozzeria che motoristiche, sono state distrutte e le ultime officine al capannone 10 vivono di sussistenza, con la stessa progettazione e sperimentazione di carrozzeria e motoristica che viene portata altrove, con continui e selvaggi spostamenti di lavoratori a Torino, Balocco e Modena;

alla stessa Pomigliano la Fiat, dopo aver sfruttato i lavoratori, causando anche moltissimi invalidi, e dopo aver incassato anche lì una caterva di finanziamenti pubblici, si prepara a ridimensionare drasticamente anche l’altro storico stabilimento Alfa Romeo.

 

Di Marchionne la grande stampa sia di destra che di sinistra dice che sta salvando i destini della Fiat ma nulla dice che tutto viene fatto sulle spalle dello Stato e dei lavoratori italiani  chiudendo gli stabilimenti in Italia spostando le produzioni all’estero.

E tutti tacciono sui recenti licenziamenti politici di delegati e attivisti Slai Cobas ad Arese, che fanno seguito ai licenziamenti politici a Termoli, Pomigliano e Melfi.

 

All’Alfa Romeo di Arese l’illuminata dirigenza Marchionne, che in Fiat comanda dal 2004, ha licenziato, con il gentile concorso dello Stato, circa 700 lavoratori Alfa solo negli ultimi 3 anni, e ora non vuole neppure reintegrare 152 lavoratori in cassa integrazione che dal 2002 vivono di una misera cassaintegrazione (attualmente uno schifo di 480 euro al mese).

E il call center, che al centro direzionale di Arese un anno fa occupava oltre 900 lavoratori, ora è stato spostato dalla Fiat al Centro Tecnico (200 addetti), con il taglio di altri 700 lavoratori per far posto a un mega albergo finanziato dall’Expo 2015.

E da Arese di fatto scompare definitivamente  anche lo stesso marchio Alfa Romeo.

 

PERCHE’ ARRIVA AD ARESE MARCHIONNE?

 

L’Alfa di Arese continua ad essere per la Fiat, nonostante le macerie fatte, una miniera di AFFARI:

AFFARI per averla avuta gratis dallo Stato e distruggerla poi solo per non darla alla concorrenza;

AFFARI per aver avuto da Stato, Regione e UE oltre 1000 miliardi di lire solo per Arese per sbarazzarsi dei lavoratori (Cigs, mobilità, prepensionamenti) e per far finta di rilanciare e ammodernare le produzioni (finanziamenti per auto elettrica, Vamia, idrogeno, ecc..);

AFFARI per vendere l’area ad americani, bresciani e Brunelli, con la truffa ai danni dei lavoratori (non rioccupati, in spregio a accordi e impegni presi con il Craa, la Regione, la provincia e i comuni);

AFFARI per riprendersela: oggi la Fiat è direttamente proprietaria del Centro Tecnico e del Centro Direzionale, e un suo dirigente di primo piano, Luigi Arnaudo, fino a ieri nel comitato esecutivo dell’IFIL-FIAT, è presidente della società di Brunelli (Imm. Estate sei) proprietaria del grosso dell’area dell’Alfa.

 

LA FIAT SI PREPARA A SUCCHIARE ALTRI MILIONI DI FINANZIAMENTI CHE LE ISTITUZIONI ITALIANE ED INTERNAZIONALI STANNO STANZIANDO PER EXPO 2015.

E oggi, dopo che Formigoni ha preso in giro per 5 anni i lavoratori di Arese con accordi non onorati sul Polo della Mobilità sostenibile, e dopo che sono stati licenziati con i soldi dello Stato il grosso dei cassintegrati, sono stati per incanto stanziati dal ministro Bersani (G.U. n. 224 del 26-9-2007) 43 milioni di euro per Arese che dovevano servire a rioccupare tutti i cassintegrati dell’Alfa.

 

MERCOLEDI PRESIDIO DEI CASSINTEGRATI ALLA PORTINERIA CENTRALE

I lavoratori dell’Alfa e lo Slai Cobas chiedono alla Fiat e a Marchionne:

reintegro di tutti i cassintegrati e dei delegati e attivisti licenziati;

produzioni di auto e motori Alfa Romeo e di auto ecologiche ad Arese;

lavoro sicuro (e non residuale tipo concessionaria) per tutti i lavoratori del centro stile, della progettazione, della sperimentazione e della Fiat Powertrain;

mantenimento della destinazione ad uso industriale di tutta l’area;

No al ridimensionamento e alla chiusura dell’Alfa Sud e degli altri stabilimenti;

No al precariato in Fiat e consistenti aumenti salariali (gli utili Fiat sono sempre più stratosferici così come gli stipendi dei dirigenti).

 

Arese, 23-10-2007   

SLAI Cobas Alfa Romeo