FIAT POMIGLIANO

PERCHE’ SONO IMPORTANTI LE PROSSIME ELEZIONI DELLE RSU - SLAI Cobas Fiat Pomigliano d’Arco

Non tutti i sindacati volevano andare al voto nonostante il mandato dei tre anni delle RSU era in scadenza. Lo Slai Cobas, ritenendo invece che la lotta dei lavoratori diventa più forte  quando i delegati sono effettivamente rappresentativi dei lavoratori lo scorso 8 giugno ha avviato le procedure elettorali e presentato le proprie liste di candidati sottoscritte da circa 700 lavoratori. A questa iniziativa ha seguito a ‘ruota’ l’indizione delle procedure elettorali anche da parte dei sindacati confederali.

E’ dallo scorso settembre 2008 che in fabbrica, quando va bene, si lavora pochi giorni al mese. E il ‘piano Marchionne’ (all’epoca sconsideratamente applaudito da FIOM-FIM-UILM-FISMIC che hanno concesso in cambio alla Fiat pesantissimi sacrifici ‘a perdere’ dei lavoratori, incluso il clima disciplinare da ‘caserma’ e la creazione del reparto confino di Nola) si è rivelato oggi per il ‘bluff’ che era (nonostante gli entusiasmi dei confederali): una ‘pietra tombale’ per l’Alfa Romeo Pomigliano, nonché preludio a nuove e pesanti ristrutturazioni antioperaie e tagli occupazionali in tutto il gruppo Fiat e nelle collegate aziende fornitrici e dell’indotto.

 

A questo punto più di un sindacato dovrebbe fare una seria autocritica pubblica e chiedere innanzitutto scusa a tutti i lavoratori per averli precipitati nel baratro, invece di precipitarsi in pompa magna e con le braghe ormai calate all’incontro di oggi col governo e la FIAT

QUESTI SINDACATI, DACCORDO COL PADRONATO, VANNO AL VOTO DELLE RSU CON LE ‘CARTE TRUCCATE’: COLMARE QUESTA GRAVE LACUNA E’ COMPITO DI TUTTI I LAVORATORI (INDIPENDENTEMENTE DALLA LORO ISCRIZIONE SINDACALE)!

Lo Slai Cobas denuncia il vergognoso regolamento elettorale prodotto da patto privato tra Confindustria e CGIL-CISL-UIL (l’accordo interconfederale del 20/12/93) in cui si prevede che i sindacati confederali - in collusione con le controparti datoriali e in evidente conflitto di interessi - si accaparrano il 33% dei seggi indipendentemente dal voto espresso dai lavoratori. Cioè a fronte di 28 seggi RSU sottoposti al voto se ne aggiungono altri 14 seggi RSU nominati dai confederali per ‘appannaggio’ contrattuale e mai eletti dai lavoratori.

In Fiat, inoltre, FIOM-FIM-UILM-FISMIC-UGL beneficiano (e si ripartiscono fra loro) di un numero aggiuntivo di sindacalisti cosiddetti ‘esperti’ pari al numero complessivo delle RSU (28 eletti + 14 designati) anche questi sottratti al voto dei lavoratori: praticamente si fregano 56 delegati su 84 prima ancora di votare e fanno eleggere ai lavoratori solo 28 delegati.

E’ dai tempi della ‘rivoluzione francese’ che si è sancito il principio di ‘una testa un voto’! Ciononostante questo elementare diritto è ancora oggi negato ai lavoratori. Su questa grave vicenda persiste un vergognoso silenzio che lega a filo doppio e trasversalmente l’intero sistema politico-sindacale alla complicità coi padroni. Non è un caso che i ‘fautori della democrazia sindacale consociativa’ (di destra, della cosiddetta sinistra e di centro) si ‘indignano’ contro lo Slai Cobas per la scivolata sulla ‘buccia di banana’ di Rinaldini a Torino ma tacciono da oltre 16 anni su questo schifo della democrazia negata ai soli lavoratori.

Senza democrazia non vi è alcun futuro e alcuna possibilità di difesa dal potere padronale per i lavoratori: che senso avrebbe mobilitarsi e lottare contro i tagli prospettati dal piano Marchionne affidandosi nello stesso tempo ai ‘cavalli di Troia sindacali’ che già svendono le lotte prima ancora di farle?

LA  PAROLA  AI  LAVORATORI !

SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco