FIAT POMIGLIANO

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO - FALLISCE L’ASSEMBLEA INDETTA STAMATTINA DALLA FIOM

SOLO 100 DEGLI OLTRE 3.000 OPERAI DI FIAT ED INDOTTO DEL PRIMO TURNO DI LAVORO E DI QUELLO CENTRALE VANNO AD ASCOLTARE CREMASCHI… TUTTI GLI ALTRI AI BOX CAFFE’ Preceduta dall’affollata assemblea pubblica di venerdì scorso ‘per la difesa della democrazia sindacale dal monopolio confederale’, promossa dallo Slai Cobas e tenuta presso la sala Borsellino di Pomigliano d’Arco, nonché dai tafferugli ‘interconfederali’ di ieri avvenuti agli ingressi della Fiat di Pomigliano al cambio turno durante il volantinaggio delle piattaforme contrapposte relative al biennio 2010/2011 del contratto metalmeccanici (Fiom da una parte e FIM-UILM dall’altra) e dal recente accordo separato sul ‘premio di risultato’ l’assemblea retribuita indetta stamattina dalla FIOM dalle ore 9.00 alle 10 è fallita: appena in 100 (sugli oltre 3000 addetti presenti stamattina in Fiat Pomigliano e nella miriade di aziende dell’indotto operanti all’interno del perimetro dello stabilimento) si sono recati ad ascoltare i comizi di Andrea Amendola responsabile Fiom per il settore Auto e Giorgio Cremaschi della segretaria nazionale della Fiom, nonché riconosciuto braccio destro di Rinaldini e leader della ‘rete 28 aprile’ (la cosiddetta componente di ‘sinistra’ in CGIL).

Affollatissimi invece,durante l’ora di assemblea retribuita, i box caffè interni ai reparti dove, vox populi, teneva banco, nelle disincantate discussioni dei lavoratori, la parabola de ‘i ladri di Pisa che di giorno litigavano per la spartizione del bottino e la notte facevano comunella per andare a rubare insieme i diritti dei lavoratori” (titolo del volantino stampato in 5.000 copie e distribuito stamattina ai cancelli dallo Slai Cobas), nonché il rinvio-sequestro (a data da destinarsi) del voto per le RSU a Pomigliano il cui mandato è decaduto lo scorso luglio ed operato in ‘comunella’ dai ‘ladri di Pisa’ di FIOM-FIM-UILM. Le paure confederali di andare in ‘debacle’ nel voto RSU sono evidenti!

“La democrazia sindacale è ‘qualcosa che si mangia’ senza la quale i lavoratori fanno la fame, come sta avvenendo oggi perché, in tutti i settori, dal pubblico al privato, il monopolio della rappresentanza sindacale conferito a CGIL-CISL-UIL dal riconoscimento padronale tramite la firma (anche posticipata) dei contratti-bidone è qualcosa di ignobile: abrogare il monopolio della rappresentanza confederale è  oggi una vera emergenza democratica per tutti i lavoratori”, dichiara lo Slai Cobas che conferma l’assemblea nazionale di fine settembre a Napoli “per la difesa della democrazia sindacale nei luoghi di lavoro”, iniziativa proposta unitariamente a tutte quelle forze politiche, sindacali e sociali non colluse col ‘vigente andazzo’.

SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco
, 22/7/2009