FIAT POMIGLIANO

Auto, elettronica e metalmeccanica: l´esercito dei 25 mila cassintegrati

Le piccole e medie imprese cessano l´attività giorno dopo giorno o vanno incontro al fallimento
di Angelo Carotenuto
www.repubblica.it

Il Settore auto, quello siderurgico, le telecomunicazioni. E sta andando in crisi anche l´attività di ricerca tecnologica. «In autunno sarà peggio», avvertono i sindacati. Nell´intero comparto industriale, secondo le ultime stime della Cgil, ci sono almeno 25 mila lavoratori campani in cassa integrazione. Tredicimila soltanto quelli dell´auto (con i problemi Fiat in prima linea) e dell´indotto di primo livello, con alcune situazioni di cassa integrazione straordinaria. Un´altra platea di 12 mila cassintegrati è fra i metalmeccanici. Cifre che non riescono neppure a fotografare la crisi per intero. L´esercito di precari in difficoltà non è quantificabile con precisione. Di certo, alcune migliaia di persone. Molti scoprono che alla fine dei contratti a termine non è previsto alcun rinnovo. Per una piccola porzione di assunti con la qualifica di apprendisti, si sta intervenendo con la cassa in deroga.

È il diario di una crisi che il governo ha a lungo negato, e poi nascosto. Una crisi che, a sentire i sindacati, può solo crescere con l´arrivo dell´autunno. Cinquemila lavoratori campani sono senza alcun reddito da sei mesi. È il gruppo di lavoratori per i quali le istituzioni hanno disposto con decreti o convenzioni dei trattamenti non ancora entrati a regime: si tratta di 3 mila provvedimenti di cassa integrazione industriale e 2 mila provvedimenti di mobilità industriali che aspettano ancora di essere erogati. Per non dire della galassia di piccole e medie imprese che non riescono a tenere il passo dal punto di vista finanziario, e che giorno dopo giorno cessano l´attività o conoscono il fallimento.

Settecentocinquanta euro al mese. È la vita da cassintegrato a zero ore. Il coordinamento nazionale Slai Cobas ha dato notizia martedì di un´altra serie di cig per i lavoratori Fiat di Pomigliano, che riprenderanno la loro attività 7 e 8 settembre, con uno stop fino al 22. Ripresa produttiva fra 23 e 25, di nuovo cassa fino al 4 ottobre. Il 26 settembre, assemblea pubblica nell´aula magna del Politecnico. È una delle principali vertenze in corso. Per loro, come per i lavoratori dello stabilimento di Pratola Serre e per i lavoratori della Tirrenia, è in campo l´unità anticrisi dell´assessorato regionale di Corrado Gabriele.

L´elenco delle aziende che segnano il passo è lunghissimo. «Ormai investe anche punti di attività di ricerca nel settore tecnologico», l´allarme di Maurizio Mascoli, segretario campano della Fiom, che ieri ha accolto con soddisfazione i dati relativi al referendum tra i lavoratori sulla piattaforma di contratto: 16.814 i partecipanti su 27 mila presenti nelle fabbriche, 16.004 i sì e 579 i no.

I casi più eclatanti di crisi nel settore tecnologico riguardano Stmicroelectronics e Alcatel. La prima azienda ha manifestato l´intenzione di ritirarsi dall´insediamento di Arzano, ed è aperto per questo motivo un tavolo di trattativa in sede di ministero dello Sviluppo. La seconda, a Battipaglia, sta pianificando l´esternalizzazione per l´integrazione e il collaudo dei prodotti: congelata invece fino al 30 settembre l´ipotesi di una cessione di ramo d´azienda. E per la crisi alla Saes, settore ferroviario, ieri s´è alzata la voce del consigliere regionale Amato: «È inconcepibile che una ditta che risponde al gruppo delle Ferrovie dello Stato in base alle gare d´appalto espletate, si permetta di tenere i propri lavoratori senza stipendi per mesi e mesi».
(30 luglio 2009)