FIAT POMIGLIANO

REINTEGRATO AL LAVORO DALLA MAGISTRATURA OPERAIO DELL’INDOTTO FIAT LICENZIATO E COLLOCATO IN MOBILITA’ FORZATA



Dopo l’importante provvedimento del giudice del lavoro del Tribunale di Nola che nei giorni scorsi ha reintegrato al lavoro due operai Fiat licenziati nel 2005 e 2006 per “eccessivo assenteismo” (sanzionando l’arbitrarietà dei due licenziamenti in quanto entrambi i lavoratori non avevano superato, e nemmeno avvicinato, il limite massimo di assenze dal lavoro consentite dalle vigenti normative), giovedì scorso nuova sentenza di reintegra, questa volta emessa dal Tribunale di Napoli, per un operaio della G.M. Sinter South srl di Arzano, azienda dell’indotto Fiat che produce particolari sinterizzati (pulegge, pistoni, pignoni ecc.) per la realizzazione dei motori assemblati in altri stabilimenti Fiat sia per autovetture che per camion, macchine movimentazione terra ed edilizia.
Giovedì 22/4/2010, la dott.ssa Francesca Alfano in funzione di giudice del lavoro del Tribunale di Napoli, in accoglimento del ricorso presentato anche stavolta dagli avv. Arcangelo Fele e Daniela Sodano dell’ Ufficio Legale Slai Cobas, ha emesso un dispositivo esecutivo che dichiara l’inefficacia del licenziamento comminato al sig. Palma Raffaele (64 anni, Giugliano) ed ordina la reintegra dello stesso nel posto di lavoro, nonché condanna la G.M. Sinter South srl al risarcimento del danno subito dall’operaio mediante il pagamento della retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento a quello dell’effettiva reintegrazione oltre ad interessi legali e rivalutazione monetaria nonché al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali ed al pagamento delle “spese di lite”. Entro 60 gg. Sarà  depositata dal giudice, presso la cancelleria del Tribunale di Napoli, la sentenza con le motivazioni della decisione.

Il sig. Raffaele Palma, con 36 anni di anzianità, era stato assunto nel 74 con mansioni di carrellista e licenziato il 3 febbraio 2009 dalla G.M. Sinter (ex Merisinter del gruppo Alfa Romeo) in conseguenza dell’ennesimo accordo sottoscritto tra azienda e sindacati confederali ed avente ad oggetto: “riduzione di personale/mobilità interessante 25 addetti su un organico di 150”…”in base alla motivazioni espresse nella procedura di riduzione di personale artt. 4 e 24 L. 223/91 esperita e conclusasi in data 23/5/2008 con regolare verbale di accordo sindacale”.

“Ripetuti pronunciamenti della magistratura” - dichiara lo Slai cobas - “stanno tra l’altro dimostrando, proprio in questi giorni, il grave abbassamento dei diritti dei lavoratori e la prassi dei licenziamenti arbitrari in voga in Fiat e nell’arcipelago delle fabbriche dell’indotto, conseguenza del lassismo concertativo di Fiom-Fim-Uilm a copertura dei piani industriali Fiat fatti di parassitaria fruirizione di ingenti aiuti di Stato per chiudere fabbriche, incrementare la flessibilità e lo sfruttamento sui lavoratori rimasti  per ridurre l’occupazione e delocalizzare all’estero le produzioni”. Oggi più che mai è necessaria la fattibile affermazione in prospettiva di un sindacalismo di classe e di massa per ridare voce e potere contrattuale ai lavoratori che vedono da troppo tempo inespressa la loro rappresentanza sindacale e politica e ridotti i loro diritti e le loro condizioni di vita e di lavoro”.
Anche di questo e dei nefasti effetti del  “piano Marchionne” a Pomigliano, nel gruppo Fiat e nell’industria, e della “necessità di progettare una fattibile prospettiva di controffensiva operaia a tutto campo” si discuterà nel congresso provinciale Slai cobas che si terrà a Pomigliano d’Arco, stasera e domattina, dalle ore 10.30 alle 13.30.  

SLAI cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 26/4/2010