FIAT POMIGLIANO

SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo Pomigliano d’Arco: NAPOLI - INCONTRO FIAT SINDACATI



LO SLAI COBAS “NON MOLLA” ED ECCEPISCE LA VIOLAZIONE AZIENDALE DELLE NORMATIVE SUGLI OBBLIGHI DI ESAME CONGIUNTO E CHIEDE CONTO ALLA FIAT DELL’ALTISSIMO NUMERO DI PATOLOGIE PROFESSIONALI E CORRELATE AL LAVORO, DEL NUMERO COMPLESSIVO DEI LAVORATORI DIVENTATI INVALIDI NEGLI ULTIMI 10 ANNI, QUELLI ESTERNALIZZATI O COLLOCATI IN MOBILITA’, SULLE ANALISI BIOSTATISTICHE SANITARIE IN RELAZIONE AI DATI AMBIENTALI E CAUSALI DI INSORGENZA DELLE PATOLOGIE E ANALISI E QUANTIFICAZIONE DEL RISCHIO E CONSEGUENTI INIZIATIVE DI PREVENZIONE PER LA TUTELA PSICOFISICA DEGLI ADDETTI. CONOSCENZA DELLE “DENUNCE D’ESERCIZIO” ANNUALI PRESENTATE DALLA FIAT NEGLI ULTIMI 10 ANNI ALL’INAIL: ELEMENTI NECESSARI A VERIFICARE LA POSIZIONE AZIENDALE IN PREVISIONE DEGLI ACCERTAMENTI E DELLE INDAGINI RICHIESTI IERI DALLO SLAI COBAS ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO ED ALL’INAIL.

Alla luce di quanto ieri denunciato da Slai cobas a Procura Torino e INAIL la Fiat si è sottratta dagli obblighi incombenti su parte datoriale in materia di esame congiunto sindacale non convocando lo slai cobas territoriale - ma la solo componente RSU -  all’incontro previsto stamane presso l’Unione degli Industriali di Napoli.

Secondo l’indagine sindacale autonoma allegata ieri alla denuncia, lo Slai cobas ha riscontrato…” la presenza di sintomatologie a carico dell’apparato muscolo scheletrico in oltre il 70% degli addetti totali al reparto montaggio (3.500 addetti operai), pertanto con indici di incidenza superiori di oltre 6 volte gli indici medi nazionali con incidenza pari al 300 % rispetto agli altri reparti aziendali. Il 90% degli operai con anzianità lavorativa superiore a 15 anni nel reparto carrozzeria gravi ed evidenti sintomatologie invalidanti da sforzo da lavoro prolungato: ciò non poteva non assoggettare tale reparto ad attenta revisione delle modalità tecnico procedurali, cosa che sin’ora è risultata del tutto disattesa dalla Fiat che dovrà assumersene ogni responsabilità ad ogni livello”.

Al di là dei gravi contenuti di “inciviltà sociale” del “piano Marchionne”  che specula con l’uso terroristico-ricattatorio della crisi per lucrare ulteriori profitti a detrimento dei diritti dei lavoratori e di quelli sociali, la nuova organizzazione del lavoro e dei turni prospettata non solo è impraticabile ma tecnicamente  inutile e farsesca in quanto le risibili  ipotesi di produzione di circa 270.000 Panda nel 2014 sono di fatto smentite dall’oggettiva impossibilità di attendibili previsioni di mercato a… 4 anni! Comunque, nel caso, la produzione richiesta potrebbe benissimo essere realizzata con gli attuali 2 turni lavorative su 5 giorni settimanali, tenendo conto che la quantità di lavoro incorporata per addetto dalla Panda rispetto all’Alfa Romeo è in ragione di 1/3. Il “piano Marchionne” si rivela un bluff anche considerato che, il massimo della produzione preventivata in Italia dalla Fiat, cioè 1.400 auto, è di fatto inferiore ai 1,5 milioni prodotti pochi anni fa, prima delle scelte Fiat di fermare gli impianti per lungo periodo.

Sindacati e forze politico-istituzionali che coprono le “magagne Fiat” rappresentanto quelle stesse logiche parassitarie e padronali che prima hanno prodotto il disastro economico in Grecia ed oggi proseguono con vere e propri politiche di massacro sociale dei diritti dei lavoratori e dei settori sociali collegati. Ma quando - dopo anni di cassa integrazione- prima o poi si riprenderà il lavoro a Pomigliano, allora saranno le lotte dei lavoratori a fare definitiva “piazza pulita” +della barbarie economica-sindacale e sociale rappresentata dall’inaccettabile  “piano Marchionne”

SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 4/5/2010