FIAT POMIGLIANO

SLAI Cobas Pomigliano d’Arco - FIAT: Lettera aperta al direttore ed a tutti i lavoratori


UN RILANCIO DI INCIVILTA’ SOCIALE E TAGLI NON E’ CREDIBILE PERCHE’ BASATO SULLE LOGICHE SPECULATIVE E DI MACELLERIA SOCIALE CHE HANNO PORTATO AL DISASTRO LA GRECIA COI RESPONSABILI CON FACCE DI BRONZO CHE INTASCANO LAUTI PROFITTI E CHIEDONO ANCORA SACRIFICI AI LAVORATORI…

nuovi sacrifici per farli stare … ancora peggio :

 

SEBASTIANO… SERGIO: CAMPATE VOI CON 1000 EURO AL MESE!

 

Al di là della “inciviltà sociale” del piano Marchionne e l’uso terroristico della crisi per lucrare nuovi e ricchi profitti ancora a danno dei lavoratori, la nuova organizzazione del lavoro, degli orari e dei turni non solo è impraticabile ma è tecnicamente inutile perché l’ipotesi di produrre 270.000 panda nel 2014 è smentita dall’oggettiva impossibilità di prevedere ciò che il mercato assorbirà tra 4 anni. Se per produrre una Panda occorre un terzo degli addetti impegnati per le Alfa Romeo, a che serve “melfizzare” Pomigliano?! E’ una grossolana strumentalizzazione della Fiat che dopo aver dimezzato produzione e salari con CIGS, licenziamenti e chiusura di fabbriche, oggi trucca i dati della “ripresa” millantando il “raddoppio” della produzione in Italia nei prossimi anni, che arriverà a 1.400.000 veicoli… “dimenticando” che quella precedente superava i 1.500.000 veicoli prodotti.

 

Apparentemente “inspiegabili” i piani della filosofiat sono sempre gli stessi: massimizzare la saturazione degli impianti e dei ritmi di lavoro per fare più produzione per meno mesi all’anno … e per gli altri tocca a “Pantalone”: cassa integrazione senza fine, tagli occupazionali e produttivi, chiusura e ridimensionamento produttivo ancora pagati dallo Stato  coi finanziamenti pubblici.

 

Dopo gli appelli pubblici di Sergio Marchionne ai lavoratori in questi giorni le poste stanno recapitando nelle case di tutti i lavoratori di Pomigliano la lettera di Sebastiano Garofalo.

 

“Di quanto crescerà il tuo stipendio, Sebastiano (ci dici intanto quanto già oggi prendi al mese a fronte dei miseri 1000 euro che prende un operaio?!) per la tua pretesa capacità di “ricattare & convincere” i lavoratori a peggiorare le già intollerabili condizioni di lavoro che hanno “creato” in questi anni migliaia di invalidi per patologie professionali?! Pensi davvero che, leggendo la tua lettera, mancante di qualsiasi visibile giustificazione tecnico-produttiva, i lavoratori si commuoveranno e saranno felici, con le loro famiglie, delle tue repentine e solerti attenzioni?! Ma davvero “osi”, insieme a Sergio, minacciarci tutti annunciando che, se non ci mettiamo “proni e ad obtorto collo”, assoggettati alle tue irricevibili pretese, sposterai la produzione della Panda in Polonia o in Messico?! Ma davvero credi che possiamo credere a ciò?! Ma tu, Sebastiano, sai bene che disporre l’allocazione di produzione di massa in un posto o l’altro, specialmente se distanti tra loro migliaia di chilometri, non è questione da “decidere in giorni” ma presuppone un lavoro  di pianificazione di anni. Davvero continui a pensare di prenderci per i fondelli in modo così grossolano? Ma, “caro”… ci fai proprio così scemi...?! L L !! Ma davvero pensi che i lavoratori, congiuntamente alle loro mogli, ai loro figli, ai loro amici ti esprimeranno gratitudine perché vorresti costringerli (“per il loro bene”… naturalmente - tu che conosci il significato della parola ipocrisia), al lavoro a ciclo continuo e notturno e riposi a scorrimento da memorizzare con calendarizzazione individuale indispensabile a conoscere la variabilità ed irregolarità di turni e orari nell’arco del tempo che non solo scompensano i bioritmi ma determinano forti condizionamenti negativi che sconvolgono e destrutturato l’intera vita sociale, familiare, affettiva e relazionale dei lavoratori costretti alla continua modifica dei tempi personali ed all’alienazione verso l’intero contesto extralavorativo”?!

 

Stavolta non ti basterà l’invio delle 4.500 lettere alle case di altrettanti lavoratori, ne ti basterà l’interessato e compiacente appoggio di forze sindacali, politiche ed istituzionali a convincerci della bontà delle condizioni disumane che proponi cui pretendi di assoggettare non solo i lavoratori ma anche le loro famiglie. Pensarlo è come pensare che l’agnello prepari il pranzo di Pasqua. Te ne rendi conto, “caro”…?!

 

Slai cobas - coordinamento provinciale di Napoli - Pomigliano d’Arco, 14/5/2010