FIAT POMIGLIANO

CAPORETTO FIAT A POMIGLIANO


CAPORETTO FIAT A POMIGLIANO: DERAGLIA IL PIANO MARCHIONNE BOCCIATO ANCHE DALL’ASSEMBLEA DEI LAVORATORI DELLA VERNICIATURA E DELLA LASTRATURA CHE RITIRANO IL MANDATO A TRATTARE A FIOM-FIM-UIL
Dopo la sonora bocciatura nelle precedenti assemblee dei lavoratori delle carrozzerie, anche i lavoratori della verniciatura e della lastratura, convocati in assemblea sindacale dalle ore 17.00 alle 18.30 da Fiom-Fim-Uilm, hanno bocciato il cosiddetto “piano Marchionne” e ritirato il mandato di rappresentanza a trattare a Fiom-Fim-Uilm accusati del sequestro del voto per il rinnovo delle RSU che sono decadute per fine mandato da oltre un anno.

Anche stavolta la mozione è stata presentata da Luigi Aprea, RSU di Slai cobas, ed anche stavolta i lavoratori hanno votato unanimi (nessun contrario, nessun astenuto) per alzata di mano.

Le assemblee (svolte solo al 2° turno in quanto unico turno di lavoro questa settimana - il primo turno era stato richiamato al lavoro la settimana scorsa) hanno messo in seria difficoltà Fiom-Fim-Uilm costrette a fare di necessità virtù ed  invertire in corsa la marcia dichiarando pubblicamente ai lavoratori che non esiste oggi alcuna proposta unitaria confederale di merito (ma allora che l’anno indetta a fare l’assemblea?!) e che comunque l’eventuale proposta sarà sottoposta prima della firma ai lavoratori tramite referendum.

Soddisfatto dall’esito delle assemblee lo Slai cobas: “i lavoratori non sono né sciocchi, né proni, come invece li vorrebbero Fiat e Fiom-Fim-Uilm, ed oggi lo hanno dimostrato senza ombra di dubbio! Abbiamo smantellato in assemblea ad una ad una le strumentali e bugiarde argomentazioni aziendali sponsorizzate invece dai sindacati confederali: col piano Marchionne - fatto di inciviltà industriale e sociale, manovre speculative ed uso ricattatorio della crisi - la Fiat sta preparando in Italia un disastro industriale stile Grecia per continuare a lucrare profitti a discapito dei salari e dei diritti dei lavoratori, con i 18 turni che preludono all’inconfessata prospettiva aziendale di saturare al massimo uomini ed impianti per pochi mesi all’anno ed accollare allo Stato con la cassa integrazione i rimanenti periodi dimezzando così livelli occupazionali e produttivi e chiudendo fabbriche per delocalizzare”.

Non ci sarà consenso dei lavoratori all’intollerabile peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro contenute nel Piano Marchionne. E’ bene che questo lo sappiano tutti, fin da ora, specialmente il vergognoso sistema politico-sindacale ed istituzionale sottomesso ai forti poteri economici e firnanziari a discapito dei lavoratori!


SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 20/5/2010