FIAT POMIGLIANO

TRATTATIVA FIAT: COMINCIA A SCRICCHIOLARE IL ‘PIANO MARCHIONNE’ - SENTENZA DEL TRIBUNALE DI NAPOLI



TRATTATIVA FIAT
 
COMINCIA A SCRICCHIOLARE IL ‘PIANO MARCHIONNE’: UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI NAPOLI SCONFESSA L’INQUIETANTE E PRECEDENTE GIUDIZIO DEL GIUDICE VARGAS DI NOLA CHE TOGLIEVA I POTERI SINDACALI A SLAI COBAS
 
TRA LE INIZIATIVE IN CANTIERE CONTRO LE “EVERSIVE PROPOSTE FIAT” E’ PREVISTA, TRA ALTRE, LA DENUNCIA GIUDIZIARIA CONTRO FIOM-FIM-UILM PER LA ELEZIONE DELLE RSU IN FABBRICA DECADUTE DA UN ANNO, UNA ASSEMBLEA PUBBLICA A POMIGLIANO PER SABATO 19 GIUGNO, INIZIATIVE SINDACALI SVINCOLATE DALLA ILLEGALE REGOLAMENTAZIONE ANTISCIOPERO PRETESA DALLA FIAT PER ACCORDO SINDACALE
 
Le due sentenze emesse martedì scorso dal collegio d’appello del Tribunale di Napoli (che hanno accolto i ricorsi presentati dall’ufficio legale di Slai cobas - avv. Fele e Marziale) hanno suscitato grande soddisfazione tra i quadri sindacali intervenuti all’assemblea di stamattina a Pomigliano: a seguito della contestazione operaia a FIM-FIOM-UIL nelle assemblee del 14/2 /2006 Fiat e TNT (poi DHL) licenziarono 8 lavoratori. IL 25/5/2006 il Tribunale di Nola, giudice Martorano, accoglieva il ricorso ex art. 28 di Slai cobas e quello di merito dei lavoratori e condannò le aziende per comportamento antisindacale reintegrando i licenziati. Il 18/9/2008, giudice Vargas, il Tribunale di Nola sconfessava se stesso accogliendo l’opposizione della Fiat con la sconcertante motivazione “di carenza dei requisiti di sindacato nazionale dello Slai cobas” (sic) e consentendo di fatto da un lato il rilicenziamento degli 8 lavoratori e dall’altro la riduzione delle tutele sindacali e di legge a Slai cobas che ancora oggi si vede tra l’altro un centinaio di iscritti deportati all’unità confino di Nola nonché discriminato ad excludendum nelle obbligatorie informative industriali e negli incontri in corso tra Fiat e gli altri 5 sindacati presenti in fabbrica con componente RSU).
 
Non intendendo entrare nel merito di una sentenza riformata dallo Stesso Tribunale di Appello di Napoli, lo Slai cobas non si sottrae alla critica nei confronti del Tribunale di Nola che avrebbe all’epoca dovuto, per ovvi motivi di opportunità, propendere per la rinuncia al giudizio da parte del giudice Vargas in quanto lo stesso è parente stretto di uno dei “Top Manager” del gruppo Fiat, sia pur dal 2005 in pensione ma ricoprente alti incarichi in grandi aziende controllate dalla Fiat.
 
Oggi,alla luce di una sentenza di grado superiore che ripristina i pieni poteri e diritti sindacali allo Slai cobas la discriminazione perseguita dalla Fiat le si potrebbe ritorcere contro per i gravi comportamenti antisindacali ancora in atto nonché in relazione ai prospettati accordi sindacali di “annientamento illegale degli inalienabili Diritti Soggettivi dei lavoratori” pretesi da Marchionne.
 
Il direttivo provinciale dei quadri sindacali di Slai cobas ha inoltre deliberato all’unanimita:
 
avvio di un ricorso d’urgenza alla magistratura per esigere il diritto democratico dei lavoratori a votare le proprie rappresentanze sindacali di fabbrica, ormai decadute da un anno
predisposizione di iniziative di sciopero per il “decadimento” del piano Marchionne ritenendo inaccettabili le richieste “estorsive” della Fiat (“o accettate o produco altrove) e complici i sindacati presenti alla trattativa nonché preparando adeguate iniziative pubbliche con tutte le forze disponibili contro questo vero e proprio “golpe bianco” di controriforma autoritaria delle relazioni sindacali in Italia che fa il paio con le modifiche costituzionali dell’art. 41 proposte dal governo.
 
SLAI Cobas coordinamento Provinciale di Napoli -Pomigliano d’Arco, 10/6/2010