FIAT POMIGLIANO

FIAT POMIGLIANO: ANNA (MAMMA OPERAIA) METTE MARCHIONNE AL TAPPETO PER “KO”

Sono bastate poche righe di una mamma quarantaduenne operaia della Fiat Pomigliano (deportata da Pomigliano al reparto-confino di Nola) a Mayra, una bimba di 4 anni, l’ultima dei suoi tre figli, per fare esplodere “in rete” lo sdegno per gli spot di “fabbrica Italia” pagati dalla Fiat con diversi milioni di euro e trasmessi ossessivamente sulle maggiori TV: da venerdì 11 scorso gli spot di fabbrica Italia sono di fatto spariti dalla circolazione mentre la lettera scritta da Anna Solimeno a Mayra ha spopolato in internet ed avuto un ampio risalto  mediatico.
 
Vero è che in un mezzogiorno ed un’Italia da sempre presi per i fondelli dalla “cricca” (le lobby affaristiche e trasversali dei forti poteri finanziari ed economici che ormai stanno strangolando la gente nei diritti di lavoro, cittadinanza e reddito) poco spazio poteva e potrà trovare - tra chi tra poco non potrà più mettere nemmeno il piatto in tavola) lo spot di “fabbrica Italia” per pubblicizzare la strategia Fiat (impostato come una campagna politica - e il fatto già di per se dovrebbe far seriamente pensare!): uno spot la cui contraddizione è data dall’anacronistico uso di “tecniche populistiche, retoriche e di accattonaggio spicciolo” utilizzate da una Fiat sputtanata che ha lucrato dallo Stato finanziamenti pubblici multimiliardari e per delocalizzare all’estero e chiudere fabbriche in Italia. Ma di cosa dovrebbero sentirsi “orgogliosi” gli operai di Pomigliano che - sotto ricatto - li si vorrebbe “proni e consenzienti” nello scelgliere l’abdicazione ad ogni dignità e libertà rendendosi da soli nuovi schiavi industriali e ciò, addirittura, con un finto referendum – in quanto autocertificato e non sottoposto ad alcun controllo - dalla parti aventi interesse in causa, e richiesto dalla Fiat ed accordato da sindacati ormai gialli…!! E di cosa dovrebbero sentirsi orgogliosi tutti gli altri lavoratori che già sanno che dopo Pomigliano toccherà a loro?!
 
Di certo è che, se una mamma operaia ha repentinamente fatto mettere in soffitta il film-spot della Fiat (60 secondi di durata- Filmmaster, regista Luca Lucini, pagato a fior di quattrini e promosso direttamente dal presidente Jon Elkann e dall’a.d. Sergio Marchionne) questo non può che essere di buon auspicio per tutti i lavoratori che non si rassegnano alle condizioni-capestro di Marchionne e dei suoi sindacati nonchè per la tenuta della “democrazia in Italia oggi a serio rischio-eversione”.
 
“Comunque l’accordo per Pomigliano resterebbe un accordo politico non esigibile mancante di alcuna tenuta né sindacale né giuridica”… dichiara lo Slai cobas…”non solo perché i diritti individuali dei lavoratori derivano da normative legali e costituzionali inalienabili e superiori a quelle contrattuali, ma anche perché da un anno è decaduta la rappresentanza sindacale di fabbrica mai rinnovata e quindi sottoscritto senza alcun tiutolo dai sindacati di fabbrica, né si potranno limitare o sanzionare le azioni di sciopero dei sindacati non firmatari”. Anche di questo, e del necessario ripristino della democrazia sindacale a Pomigliano  e della necessità di sconfiggere questo vero e proprio golpe locale e generale si discuterà nell’assemblea pubblica convocata dallo Slai cobas per sabato 19 giugno, ore 9.30, centro Anziani, piazza Mercato, Pomigliano d’Arco.
 
SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 14/6/2010