FIAT POMIGLIANO

Carniti: a Pomigliano c'è stata una capitolazione senza trattativa

articolo: corrieredelmezzogiorno.corriere.it

Lo Slai-Cobas esulta: «Dagli operai una grande lezione di democrazia, sono stati soli contro tutti»


NAPOLI - Quella di Pomigliano è stata una «capitolazione», una «resa», che ha segnato «l’inizio della fine per il contratto nazionale». A sostenerlo è l’ex segretario della Cisl, Pierre Carniti, in un’intervista a La Repubblica. Secondo il sindacalista, non bastano le firme o una vittoria del sì al referendum per chiudere la vicenda, «non c’è stata una trattativa. La Fiat ha stabilito delle condizioni poi ha detto: prendere o lasciare». Ma questo, per Carniti, «non garantisce l’azienda nel medio-lungo periodo, funzionano le cose che si basano su un consenso reale». Il punto centrale è che la vicenda Pomiglino «segna l’inizio della fine per il contratto nazionale. Si illudono quei politici che dicono, come Enrico Letta, ’Pomigliano sì ma non è ripetibilè. Non andrà così». Ora, le Confederazioni, «invece di litigare come le comari», dovrebbero aprire un grande dibattito su cosa c’è dopo il contratto nazionale. E infine, Carniti aggiunge: «l’unico grande assente è il sindacato che appare del tutto afasico».

SLAI ESULTA - «Gli operai, da soli contro tutti, hanno dato una grande lezione di democrazia votando anche no al referendum a Pomigliano»: lo ha detto Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas, che ieri, nelle previsioni di voto, aveva sostenuto che il «sì» dei lavoratori del Giambattista Vico per l’accordo tra Fiat e sindacati, avrebbe raggiunto il 60 per cento circa. Il sindacalista, inoltre, annuncia che oggi (alle ore 15), nella sede dello Slai Cobas, si svolgerà una conferenza stampa per discutere degli esiti del referendum. «Lo Slai era l’unico fronte del «no» - ha spiegato Granillo - e con la nostra presenza in fabbrica durante le operazioni di voto, abbiamo salvato, evitando eventuali brogli, gli articoli 40 e 41 della Costituzione, ed i diritti sociali dei lavoratori che, da parte loro, hanno dato una grande lezione di democrazia, non piegandosi ai ricatti. Ci troviamo di fronte ad un nuovo movimento operaio». «Con l’alta percentuale di «no» - ha concluso - abbiamo sconfitto l’asse Berlusconi-Bersani-Fiat, aiutati da Cgil, Cisl e Uil, che avrebbero voluto piegare gli operai alle loro volontà. Nessuno, ora, può far finta che non sia successo nulla».

Redazione online
23 giugno 2010