FIAT POMIGLIANO

Slai Cobas: azienda mai agito come a Melfi

POMIGLIANO D'ARCO - ''Finora nonera mai accaduto che la Fiat non ottemperasse ad una disposizione di un giudice del lavoro per il reintegro di un operaio per il quale un’organizzazione sindacale era ricorsa all’articolo 28. Marchionne sta attuando una vera e propria repressione”. Lo ha sottolineato Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas, ricordando alcuni dei tanti licenziamenti contro i quali il sindacato autonomo è ricorso negli ultimi anni.
“A Pomigliano d’Arco nel 2006 – ha aggiunto Granillo – il reintegro degli otto lavoratori appartenenti allo Slai Cobas e licenziati ingiustamente dal Lingotto, fu immediato. Allora ricorremmo all’articolo 28 ed il giudice ci diede ragione: la Fiat fece rientrare subito gli operai in fabbrica. Con la situazione di Melfi, l’azienda sta andando incontro a problemi con risvolti penali, in quanto il ricorso al giudice è stato chiesto dalla Fiom, e non dai singoli lavoratori, che pure penso presenteranno un’azione legale. Ed un respingimento del pronunciamento del giudice in merito, non fa altro che avallare l'ipotesi, ormai certa, di un’azione antisindacale dell’azienda”.
Granillo, infine, ha sostenuto che “Marchionne ha superato ogni limite”: “Il Lingotto in passato aveva fatto restare a casa lavoratori che avevano presentato singoli ricorsi contro licenziamenti ritenuti ingiustificati. Ma mai, prima 'dell’avventò di Marchionne, si era messa contro alla decisione di un giudice su un ricorso sindacale secondo l’articolo 28, nè, tantomeno, aveva emesso comunicati stampa per giustificare l'operato. Siamo alla frutta”.

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