FIAT POMIGLIANO

BONANNI ED ANGELETTI, MA ANCHE EPIFANI, DICONO CHE QUELLO FIRMATO CON MARCHIONNE E’ UN BUON CONTRATTO: ALLORA VENGANO IN FABBRICA A SPIEGARLO AI LAVORATORI

Ai segretari generali di CISL-UIL-CGIL

Ai lavoratori di Fiat e terziarizzate di Pomigliano d’Arco


Il prossimo 30 settembre i leader di CISL e UIL Raffaele Buonanni e Luigi Angeletti saranno a Pomigliano (ma forse a Napoli, per motivi cosiddetti… “logistici”) per sostenere, in riunione esterna alla fabbrica e solo tra i loro delegati, l’accordo siglato nei mesi scorsi con Marchionne dalle rispettive organizzazioni di categoria per lo stabilimento di Pomigliano.

 

Parlare a tutti in nome e per conto dei lavoratori (parlando a tutti tranne che ai lavoratori) non ci sembra sia il massimo della democrazia anche tenendo conto che quando si firma veramente un buon accordo chiunque sindacato realmente rappresentativo poi si assume doverosamente e fino in fondo le proprie responsabilità, si reca in fabbrica, indice le assemblee e si prende i meritati applausi dei lavoratori. Perché a Pomigliano questo non accade?

 

Il fatto è che questi non hanno il coraggio di venire in fabbrica a confrontarsi con i lavoratori perché sanno benissimo che le “porcate” che hanno fatto con la firma dell’accordo non vanno certo a beneficio dei lavoratori stessi né a reale sostegno dell’occupazione.

 

I lavoratori di Fiat Pomigliano e collegate aziende di servizio e terziarizzate sono ben consapevoli dei loro diritti e delle loro tutele e, con lo Slai cobas, hanno già dimostrato di sapersi tutelare tra l’altro sventando col referendum le pretese presidenzialistiche di Marchionne. La recente disdetta di FEDERMECCANICA del CCNL metalmeccanici non deroga i diritti contrattuali e/o di fonte superiore (quelli legali e costituzionali) dei lavoratori. Quindi alcun ulteriore “ricatto estorsivo” sarà possibile da qualunque parte esso provenga (fonte datoriale e/o sindacale).

 

Oggi, in ogni dibattito e programma televisivo, su tutta la carta stampata, tutti parlano di democrazia sindacale e “nuove” regole, tutti sparlano in nome e per conto dei lavoratori di Pomigliano e dei loro supposti interessi, ma nessuno vuol parlare e confrontarsi in fabbrica con lavoratori e tutti hanno paura di rappresentarli sul serio, arrivando ad impedire, insieme alla Fiat - come stanno facendo FIOM-FIM-UILM-FISMIC -le elezioni delle RSU ormai decadute da un anno e tre mesi.

 

Come lavoratori sappiamo bene che la democrazia sindacale è qualcosa che si mangia, senza la quale i lavoratori rischiano di essere ridotti alla fame ed alla precarietà come in affetti sta avvenendo.

 

Augurandosi che Bonanni ed Angeletti non temano la democrazia e le assemblee in fabbrica con quei lavoratori che oggi stanno rappresentando pubblicamente e contrattualmente (ma non in fabbrica - e solo sui media) lo Slai cobas li invita, con Epifani, alla indizione di assemblee in fabbrica in uno dei prossimi giorni lavorativi garantendo nel contempo a “tutti” la massima agibilità politica, sindacale e logistica, nonché al rapido avvio delle procedure elettorali sindacali in fabbrica anche al fine di evitare incresciose azioni giudiziarie in Tribunale a difesa del diritto dei lavoratori di potere finalmente eleggere in azienda le proprie rappresentanze sindacali ormai decadute per fine mandato dal giugno 2009. Ostinarsi a non eleggere le rappresentanze sindacali in fabbrica e non avere il coraggio di spiegare ai lavoratori la “bontà” degli accordi firmati (a questo punto non si sa a nome di chi) non ci sembra “esaltante”, né plausibile ai lavoratori che invece si vorrebbe rappresentare.

Spetterà ai lavoratori ogni valutazione ed azione conseguente.

 

Slai cobas Fiat e terziarizzate - Pomigliano, 13/9/2010