FIAT POMIGLIANO

Comunicato stampa - FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO: CAUSA PER LA RIELEZIONE DELLE RSU

 
IL GIUDICE CHIEDE ALLA PARTI DI PRESENTARE NOTE SCRITTE ENTRO 7 GIORNI E SI RISERVA LA DECISIONE

Si è svolta stamattina al Tribunale di Nola la causa intentata dallo Slai cobas contro la commissione elettorale RSU che, a maggioranza dei componenti di FIOM-FIM-UILM-FISMIC ed in ossequio al ‘piano Marchionne’ sta sequestrando di fatto, da 16 mesi, il diritto dei lavoratori a scegliere ed eleggere liberamente i propri sindacati di fabbrica, decaduti nel loro mandato elettivo dal giugno 2009
 
Il giudice dott. Eduardo Savarese (in sostituzione del giudice - nel frattempo trasferito - cui precedentemente era stato assegnato il ricorso), preso atto della costituzione in udienza delle parti, della richiesta della procedura d’urgenza proposta dallo Slai cobas e delle memorie difensive presentate dagli avvocati dei sindacati confederali, ha stabilito il termine di 7 giorni (entro il 4 novembre) per la presentazione di note scritte riservandosi la successiva decisione.
 
In poche parole lo Slai cobas ha chiesto al giudice non solo di “ordinare ai sindacati confederali, con decreto d’urgenza ed esecutivo, di procedere con immediatezza al voto delle RSU”, ma anche di valutare - in caso di mancato accoglimento della procedura d’urgenza richiesta ai sensi dell’ex art. 700 c.c. - la concreta possibilità giuridica che, “senza rielezione dei sindacati di fabbrica si annullerebbero gli accordi sindacali sottoscritti con la Fiat per mancanza di idonei presupposti giuridici di legittimità in quanto la vigente normativa attribuisce la titolarità dei diritti contrattuali riconducibili solo in capo alle organizzazioni sindacali presenti in fabbrica con proprie RSU”.
 
Contraddittorie, sprezzanti di ogni parvenza di democrazia e contraddistinte dalla totale mancanza di rispetto dei lavoratori paiono le memorie difensive presentate stamattina in giudizio da FIOM-FIM-UILM-FISMIC che - in evidente difficoltà - proseguono con una ‘bizzarra’ strategia difensiva che (per ovvie ragioni di ‘panico’ per i possibili risultati elettorali) li vorrebbe da un lato sottratti al giudizio e al voto dei lavoratori e dall’altro loro rappresentanti abusivi in fabbrica senza alcun mandato elettivo ed alcun titolo.
 
Stralcio memoria difensiva confederale: …”Ebbene, in realtà, con le elezioni delle RSU, le associazioni sindacali non hanno rinunciato del tutto a strumenti di controllo, atteso che un terzo dei seggi viene ripartito tra i sindacati firmatari del CCNL, applicato nell’unità produttiva; inoltre i poteri contrattuali per la contrattazione di secondo livello non sono attribuiti in via esclusiva alle RSU, essendo chiamati a tale funzione anche gli organismi locali dei sindacati firmatari del CCNL (la c.d. doppia legittimazione); infine i sindacati firmatari del CCNL, riservano a se medesimi una parte dei diritti sindacali, al fine precipuo  di poter continuare ad operare in azienda direttamente e non solo attraverso gli elette RSU nelle proprie liste”…
 
Perché, tali “nobili e democratiche tesi” questi signori non hanno il coraggio di sostenerle nei salotti televisivi o nelle pubbliche manifestazioni come quella dello scorso 16 a Roma, tantomeno nelle fabbriche ?

 
Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 28/10/2010
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